Da Lella Costa a Battiston tra grandi autori e temi d'attualità
Sono le anticipazioni della prossima stagione al Boiardo. Confermati anche Ovadia, lo scrittore Sandro Veronesi, Cederna e Russo
SCANDIANO. La gestione del cinema teatro M.M.Boiardo di Scandiano passerà dalla prossima stagione 2015-2016 da ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione ad ATER-Associazione teatrale Emilia Romagna di cui il Comune è già socio e che finora ha curato per l’Amministrazione la rassegna musicale estiva “Mundus. Linguaggi dell’identità e della differente”.
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo ha infatti emanato nel luglio 2014 un decreto con una nuova classificazione dei beneficiari del finanziamento dello Stato (teatri, compagnie, circuiti, festival), con nuovi criteri e metodi per la determinazione dei contributi e per la verifica delle attività finanziate dall’Ente e nel febbraio di quest’anno la Commissione Consultiva per la Prosa ha riconosciuto ERT come uno dei sette teatri nazionali.
A seguito di tale nomina ERT si connota principalmente Ente di produzione teatrale riducendo sensibilmente l'impegno sui teatri gestiti e mantenendo solo la gestione, oltre ai teatri dei soci fondatori necessari (Modena, Bologna e Cesena), di due teatri dei soci sostenitori (Castelfranco Emilia e Vignola), in quanto luogo di produzione (Castelfranco) e assegnato per volontà testamentaria ad ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione (Vignola).
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ATER è stata quindi chiamata a gestire il Circuito Multidisciplinare Regionale dell’Emilia-Romagna previsto e sostenuto dal MiBACT che metterà in rete le diverse realtà culturali regionali potendo accedere ad importanti finanziamenti e contributi economici.
Il Comune di Scandiano ha creduto in questa opportunità che gli permetterà, insieme ai tanti altri Comuni della regione, di beneficiare indirettamente dei contributi statali e regionali che verranno elargiti sull’intera programmazione teatrale. Per ogni spettacolo realizzato Ater riceverà dal circuito multidisciplinare un contributo che andrà quindi ad ottimizzare i costi di gestione e permetterà di migliorare le proposte.
“Siamo soddisfatti” dice l’Assessore ai Saperi del Comune di Scandiano Alberto Pighini “di entrare nel circuito multidisciplinare gestito da ATER, perché siamo fermamente convinti che lavorare in un’ottica di rete e sinergia possa portare vantaggi non solo economici a tutte le realtà che vi fanno parte. In tempi di crisi come questo, ottimizzare le risorse e condividere le competenze è sicuramente un valore aggiunto.”
In questi ultimissimi giorni di luglio è in via di definizione la nuova stagione del teatro Boiardo che vedrà sul palcoscenico scandianese importanti nomi della scena artistica italiana in una programmazione diversificata che vuole andare incontro ai gusti di un pubblico sempre più diversificato che proviene spesso anche dai territori limitrofi.
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Accanto alla stagione teatrale, costituita da 8 titoli, ci sarà poi anche la stagione di teatro ragazzi per le scuole, che si riconferma come appuntamento atteso e importante per le scuole di ogni ordine e grado del territorio.
“Questa stagione” continua l’Assessore Alberto Pighini “l’abbiamo costruita in stretta collaborazione con Ater, cercando di inserire le proposte teatrali nella più ampia programmazione culturale che l’Amministrazione intende realizzare per il prossimo futuro. Vogliamo intanto informare tutto il territorio di cosa offrirà il Boiardo. La stagione è quasi tutta confermata, potrà subire qualche lievissima modifica che sarà nostra cura comunicare tempestivamente.
In cantiere abbiamo anche una rassegna su Pier Paolo Pasolini tra novembre e dicembre 2015 in occasione della sua morte avvenuta il 2 novembre del 1975, una rassegna sulla Resistenza da gennaio ad aprile 2016 e uno sguardo all’anniversario della Grande Guerra di cui in questo 2015 si festeggia il centenario. Questo per lavorare sempre con un’ottica di insieme e di valorizzazione di quello che c’è e che si realizza anno dopo anno.”
Aprirà la stagione a novembre Lella Costa con “Ferite a morte”, il progetto teatrale sul femminicidio scritto e diretto da Serena Dandini.
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I testi attingono alla cronaca e alle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. Presentato prima in forma di lettura-evento, ha visto numerose donne illustri e note al grande pubblico facenti parte del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e della società civile, dare voce a un immaginario racconto postumo delle vittime, creando un’occasione di riflessione e di coinvolgimento dell’opinione pubblica, dei media e delle istituzioni.
La scena teatrale è sobria: un grande schermo manda filmati ed immagini evocative. Gli oggetti che hanno caratterizzato la tragica avventura delle protagoniste delle storie sono lì ad accompagnarle nei ricordi così come la musica che ne sottolinea gli stati emotivi.
Il bravissimo Giuseppe Battiston affronterà Pasolini con lo spettacolo “Non c’è più acqua fresca”, un viaggio di ‘ritorno’ alla ‘terra di temporali e primule’, anche autobiografico, pensato per restituire la bellezza del grande laboratorio di poesia in lingua friulana e il suo spessore emozionale nella nostra memoria collettiva.
E’ Battiston stesso che dice “…la prima volta che lessi le poesie in friulano di Pasolini ero un ragazzo, uno studente, le trovai difficili, le lasciai lì... Poi negli anni - come accade spesso con le cose messe da parte o lasciate sul comodino - ritornandoci, compresi perché, da ragazzo, inconsapevole, immaturo, forse, non mi era stato possibile comprendere quei versi, che invece parlavano a me dei miei luoghi, i luoghi della mia infanzia. Quelle parole così mie, quei suoni, proprio quelli di mio padre, quella lingua che si parlava a tavola, mi raccontavano quella terra di " primule e temporali", di feste e sagre paesane, di vento, di corse in bicicletta a perdifiato, dell'avvicendarsi delle stagioni nel lavoro dei contadini. Insomma i miei ricordi invece di assumere i toni malinconici del passato, si sono ravvivati, fatti nuovi, simili a sogni, e ho così immaginato di poter raccontare un aspetto di quella vita e di quel tempo che nella poesia di Pasolini si fanno memoria collettiva”.
La Grande Guerra sarà raccontata dallo spettacolo “L’ultima estate dell’Europa” con Giuseppe Cederna che darà voce e corpo a quell'umanità di vittime e di carnefici che trasformarono l'Europa in un immenso mattatoio. Dai Futuristi ai Generali, dai fanti mandati a morire sul Carso e sull'Isonzo ai loro compagni di naufragio, quegli spettri usciti dalle trincee austriache.
Non mancheranno i classi della letteratura italiana, uno per tutti, Luigi Pirandello con “Il fu Mattia Pascal”, uno dei suoi lavori più conosciuti, il cui protagonista, Mattia Pascal, è magistralmente interpretato da Tato Russo. L’opera di Pirandello, rientrando nella programmazione didattica dell’istituto comprensivo superiore di Scandiano, potrà essere vista anche dagli studenti ad un prezzo agevolato.
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A gennaio un altro interprete della scena nazionale sarà ospite del Boiardo, Moni Ovadia con il suo “Il registro dei peccati”, recital-reading sul mondo khassidico che verrà inserito anche all’interno della rassegna sulla Resistenza.
Ovadia accompagna lo spettatore in un viaggio straordinario in un mondo, quello del khassidismo, estirpato dal paesaggio umano e spirituale dalla brutalità dell’odio, ma che continua a parlare grazie alla sua indomita, colorata e pulsante energia.
Musica e danza, come sempre saranno due linguaggi presenti nella rassegna, il primo attraverso un concerto lirico con Giulia Manicardi e il secondo con uno spettacolo di Cristina Morganti, danzatrice diplomata in danza classica all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e conosciuta a livello internazionale grazie alle sue numerose collaborazioni e partecipazioni artistiche. Si ricorda la sua partecipazione al film di Pedro Almodovar, “Parla con lei” e al film di Wim Wenders “PINA”.
Chiuderà la rassegna Sandro Veronesi, scrittore e interprete di grande livello, con il nuovo spettacolo “Non dirlo. Il vangelo di Marco”. Veronesi spreme fino all’ultima stilla il succo segreto di questo testo e lo propone al pubblico nella sua scintillante modernità. Scritto a Roma per i romani, il Vangelo di Marco è, nel racconto di Veronesi, una raffinata macchina da conversione, sintonizzata sull’immaginario dei suoi destinatari e per questo più simile ai film di Tarantino che ai testi con i quali gli altri evangelisti raccontano la stessa storia.
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