“Gli uomini per essere liberi” riporta Pertini in Val Gardena
REGGIO EMILIA. «C’è chi impegna il tempo libero a giocare a tennis, chi preferisce il cinema, camminare o giocare a carte. Io ho scelto gli eventi culturali. E debbo dire che, a parte qualche...
REGGIO EMILIA. «C’è chi impegna il tempo libero a giocare a tennis, chi preferisce il cinema, camminare o giocare a carte. Io ho scelto gli eventi culturali. E debbo dire che, a parte qualche singolare sorpresa, le soddisfazioni sono davvero tante». A dirlo è Gianni Furlani, nostro concittadino di origine santilariese (abita a Roncocesi) che sta inanellando una serie incredibile di successi con la rappresentazione «Gli uomini per essere liberi: Sandro Pertini», di cui è autore e regista. Già 24 le repliche in altrettanti teatri di tutta Italia, “bruciandosi” le ferie o recuperando le assenze con giornate straordinarie di lavoro. «Ma la fatica – ammette – è pienamente ripagata».
Il prossimo appuntamento è il 14 agosto a Selva di Val Gardena, invitato dall’associazione culturale “Tublà da Nives”. Pertini il regista ha imparato a conoscerlo e apprezzarlo attraverso i racconti di papà e di Walter Corradini che con l’amato ex Presidente della Repubblica condivise un periodo di prigionia nella lotta per la libertà. La “sorpresa” cui fa cenno è probabilmente il silenzio dimostrato da Genova alla possibilità di proporre questo atto unico che sintetizza la vita e gli insegnamenti di Pertini, malgrado la città ligure fosse stata scelta dall’ex presidente sia per uno scampolo di vita che per lo storico discorso del 30 giugno 1960, che accese di entusiasmo gli italiani. In compenso, poco più in là, Savona, l’ha già prenotato per il 2016 nel 120esimo della sua nascita. Prima di allora l’atto unico scritto e guidato da Furlani verrà appunto proposto nella bella città dolomitica _ dove tanti reggiani vanno in vacanza e dove l’ex presidente amava soggiornare – ma anche a Cernusco sul Navigilio e in altre località della penisola (il 20 giugno era in Puglia). «Io non sono un professionista – dice Furlani con modestia – ma lo sono certamente l’attore Mauro Bertozzi, i musicisti Tiziano Bellelli e Riccardo Sgavetti, l’esperto di immagini Gualtiero Venturelli. È con loro che condivido tante straordinarie soddisfazioni».
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