Dopo Ligabue, Lugli fonda la sua band
Con l’armonicista il chitarrista Porcaro, da domani i primi live
CASTELNOVO MONTI. Uniti dall’amore del blues, e dagli anni passati insieme sui palchi. Domani e sabato – prima a Castelnovo Monti e poi a San Bernardino di Novellara – arriverà l’esordio dal vivo per Max Lugli & The Monkey Flyers, l’armonicista blues reggiano attivo da ormai oltre trent’anni, sia come solista che collaborando con tanti nomi importanti, americani come italiani. È sua, per citare forse la partecipazione più celebre, l’armonica in due vendutissimi album di Luciano Ligabue, Lambrusco, coltelli, rose e pop corn e Buon compleanno Elvis. Ora ha fatto via a questa nuova formazione che presenta come nome di punta il bravo chitarrista siciliano Umberto Porcaro, considerato uno dei principali talenti europei in area blues. A completare la squadra, una sezione ritmica che arriva dalla vivace scena di genere fra Milano e Varese, formata dal batterista Roberto Stefani e dal bassista Luca “Loppo” Tonani. I quattro musicisti si sono ritrovati ultimamente per affiancare il veterano statunitense Sonny Rhodes, e durante quel tour è nata l’idea di un progetto in proprio. «Siamo tutti amici. Ci conosciamo da anni, abbiamo suonato su tantissimi palchi insieme, e abbiamo pensato che fosse la volta buona per far qualcosa insieme», racconta Lugli. «Sono molto contento perché si tratta di persone che stimo, e Umberto Porcaro è ormai per me come un fratello minore, visto che è molto più giovane», sorride. I Monkey Flyers stanno lavorando sia ai concerti che a un primo disco, unendo i due versanti.
«Abbiamo già registrato alcuni brani in uno studio a Rubbianino, e altri vorremmo inserirli in versione dal vivo. Ci saranno sia canzoni nostre, composte per l’occasione, che alcune cover che tutti amiamo particolarmente», continua l’armonicista. Domani la prima occasione di rodarsi sul palco, al Maverick Pub di Castelnovo Monti, mentre a Ferragosto si scenderà nella Bassa, al Teatro dei Tamburi di San Bernardino. «Al teatro faremo due set – spiega Lugli – Quello per il pubblico la sera, mentre prima registreremo qualche brano in versione live ma senza spettatori, per ricreare comunque l’effetto locale e non quello in studio. Non vediamo l’ora di suonare su un palco e di completare il disco, siamo molto motivati».
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