De Lucia: «Offriamo nuove occasioni alla musica emergente»
REGGIO EMILIA. «SputnikRock nasce nel 2011 tra il bar e i palchi dello Sputnik, l’arena spettacoli di Festareggio, ora Madiba, per dare spazio alla musica emergente». Dario De Lucia, il consigliere...
REGGIO EMILIA. «SputnikRock nasce nel 2011 tra il bar e i palchi dello Sputnik, l’arena spettacoli di Festareggio, ora Madiba, per dare spazio alla musica emergente». Dario De Lucia, il consigliere comunale che ama la musica, racconta l’origine del contest musicale, quest’anno abbinato alla Gazzetta di Reggio che ha già premiato, a Bosco Albergati, i Kayseren, prima band ad aggiudicarsi la finale. Il prossimo appuntamento è il 3 settembre a FestaReggio (ingresso gratuito).
Perché nasce SpuntikRock?
«Per poter dare visibilità alla musica emergente. Nel 2011 ero responsabile dello spazio concerti Sputnik Festareggio, parlando nei post-concerti con le band, tutte mi facevano notare le difficoltà incontrate per suonare. Così ne ho discusso con gli amici di K-Rock Mirko Colombo e Lorenzo Immovilli ed è nato SputnikRock. All’epoca a Reggio Emilia c’era solo lo storico Premio Augusto Daolio dell’Arci e tanti piccoli concorsi locali. Noi puntavamo a qualcosa di diverso».
A cosa?
«Il contest è aperto a musicisti provenienti da tutta Italia, salvo che non siano cover band o sotto contratto discografico e il vincitore non solo riceve buoni in strumentazione musicale ProMusic, ma anche date nei locali partner e promozioni su giornali e radio».
I primi passi del contest?
«Fino al 2013 il concorso è stato organizzato volontariamente grazie ai vari responsabili delle arene musicali delle Feste Pd e non».
Dopo il 2013?
«Ci sono stati grandi cambiamenti. Il contest è diventato un tale riferimento per il circuito emergente da raggiungere oltre 250 band iscritte per edizione. Quell’anno abbiamo fatto la scommessa di ampliare il contest...».
Il futuro di SputnikRock?
«Intanto chiudiamo l’edizione 2015. Poi faremo una chiamata per cercare nuove leve. Pensiamo anche di organizzare una due giorni di incontro e formazione per le band e gli aspiranti organizzatori di concerti.
Un desiderio per la musica emergente?
«Che chi organizza concerti in Italia non debba più sobbarcarsi alla burocrazia, reprimendo l’attivia musicale».
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