Scillitani sulle tracce della via Appia
Il regista reggiano firma tre dvd ora in vendita con Repubblica e che raccontano il viaggio fatto a piedi tra Roma e Brindisi insieme al giornalista Rumiz
REGGIO EMILIA. «È un atto d’amore nei confronti del Sud e della Regina Viarium, la via Appia».
Il regista reggiano Alessandro Scillitani con il giornalista di Repubblica Paolo Rumiz ha intrapreso un viaggio lungo la via Appia.
«Abbiamo percorso 611 chilometri, siamo partiti a maggio e abbiamo attraversato quattro regioni del meridione, percorrendo la prima via di Roma, la madre dimenticata di tutte le strade: la via Appia appunto. L’abbiamo percorsa interamente a piedi, da Roma a Brindisi, con lo scopo di mettere in luce il grande valore storico e culturale di una memoria che congiunge quattro regioni del Sud, attraversando territori splendidi e spesso dimenticati».
Rumiz, scrittore e giornalista, dal viaggio ha tratto un racconto a puntate, che è stato pubblicato nel mese di agosto sul quotidiano La Repubblica.
Il regista Alessandro Scillitani ha realizzato una serie di tre documentari dal titolo “Il cammino dell'Appia Antica”, che è in vendita con La Repubblica.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12042035:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/05/fotogalleria/il-viaggio-lungo-la-via-appia-1.12042035]]
Com’è nata l’idea di questo gran tour sull’Appia perduta?
«Da anni mi occupo di puntare i riflettori su coloro e su ciò che di solito sotto i riflettori dei media non c’è praticamente mai – spiega Scillitani – Ho fatto film sul Po, su Sarajevo, ho raccontato chi vive ai margini e spesso è dimenticato. Ecco, l’intento di questo viaggio, ancora una volta, è quello di sottolineare l’importanza di salvaguardare il nostro patrimonio, le nostre memorie, il nostro passato, di mettere a valore ciò che abbiamo».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.5540888:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2012/08/13/news/scillitani-e-rumiz-raccontano-i-segreti-del-po-1.5540888]]
Dietro dunque si cela anche una sorta di appello.
«Non siamo sempre capaci di salvaguardare e di valorizzare ciò che abbiamo...».
Chilometri e chilometri a piedi sulle tracce della storia. Cos’è emerso?
«Tutti sappiamo cos’è la via Appia ma basta uscire da Roma e ci si accorge che ci si imbatte in tratti recintati, privati, ci si perde perché non è indicata. Si poteva fare tutto in auto ma non sarebbe stata la stessa cosa: con Rumiz abbiamo incontrato tanta gente, abbiamo assaporato emozioni uniche».
Avete avuto difficoltà a rintracciare il percorso?
«Siamo stati capitanati da Riccardo Carnovalini che ha studiato il percorso incrociando antiche mappe, scritti, dati satellitari, per cercare di rispettare il percorso originario della via Appia, anche nei luoghi in cui non ci sono più tracce. Lungo il tragitto, tanti si sono uniti al cammino, come Vinicio Capossela, che ha voluto fare con noi un tratto molto lungo perché in alcuni di quei luoghi sono nati i suoi genitori, Raffaele Nigro, Marco Ciriello, Sandra Lo Pilato. Poi contadini, maestri di ballo, bariste, custodi di monumenti, pellegrini, menestrelli».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.7673387:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2013/09/01/news/il-viaggio-nella-storia-della-grande-guerra-con-rumiz-e-scillitani-1.7673387]]
E ora il gran tour riparte.
«Sì. La carovana riparte facendo la strada al contrario. È, in sostanza, una Marcia su Roma che parte dal Sud. Il viaggio ha forti contenuti simbolici e dice: non esiste solo il Colosseo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
