«Una grande emozione tornare all’istituto Peri in veste di insegnante»
REGGIO EMILIA. Tra i corsi compresi nella Summer School dell’istituto Peri, con docenti e interpreti di primo piano, quest’anno c’era anche quello del grande mezzosoprano reggiano Sonia Ganassi. La...
REGGIO EMILIA. Tra i corsi compresi nella Summer School dell’istituto Peri, con docenti e interpreti di primo piano, quest’anno c’era anche quello del grande mezzosoprano reggiano Sonia Ganassi. La cantante ha seguito dieci allievi (di cui sette italiani, due provenienti dal Conservatorio di San Pietroburgo, con cui il Peri è gemellato, e una moldava) in canto lirico.
La Ganassi è tornata nella scuola dove trent’anni fa incominciò a studiare musica, dopo mesi di lavoro molto intenso culminato, nella primavera scorsa, con il debutto a Parigi come soprano drammatico nell’opera “Le Cid” di Massenet: ruolo sostenuto con successo, a dimostrazione della estrema versatilità sul piano musicale e teatrale, che la nostra cantante mostra di possedere sfidando se stessa e anche il tempo che passa. A questo proposito, è fissato per l’anno prossimo un altro importante debutto, quello di Santuzza dalla Cavalleria Rusticana. «È una questione di tecnica e poi di scelte – commenta la Ganassi –. Se si vuole cantare tutto e subito, inevitabilmente la voce in pochi anni si usura, per questo motivo tanti giovani promettenti in pochi anni terminano la carriera». La Ganassi, oltre a un eccezionale senso della disciplina, possiede il pregio di sapersi spiegare bene, e per questo motivo le risulta congeniale l’insegnamento. «Devo dire che mi piace anche molto. – puntualizza –. È un’esperienza che serve anche a me per crescere. Mi è capitato altre volte di effettuare delle Master Class e ho potuto constatare che quanto dico viene recepito. L’insegnamento del canto per altro è difficile, dato che è basato su delle sensazioni. Diverso è insegnare uno strumento, perché qui non si vede nulla: in ragione di ciò risulta particolarmente importante riuscire a calarsi nelle problematiche di ognuno».
In preparazione del saggio che si è svolto ieri sera, la Ganassi è stata impegnata per quasi otto ore al giorno, alternando alle spiegazioni teoriche esempi pratici, cantando anche tessiture impervie per la sua voce come “Aria della bambola” dei Racconti di Hoffman.
«Sono molto contenta di essere tornata nella mia scuola dove scoprii di avere questo talento – commenta la Ganassi –. Il merito è del professor Carlo Vendolo che invece di assegnare dei solfeggi cantati, faceva studiare arie d’opera e così mi sono innamorata di un pezzo della Bohème che ho cantato istintivamente con un’impostazione lirica. Conquistata dalla bellezza del capolavoro pucciniano, abbandonai il violino per dedicarmi soltanto all’opera».
Concerti summer school. Appuntamento stasera alle 21 nella Rocca del Boiardo per il concerto del quartetto d’archi dell’Istituto Peri-Merulo, composto da Martina Ferrari al violino, Davide Borghi al violino, Francesco Gaspari alla viola e Leonardo Duca al violoncello, su musiche di Mozart e Vivaldi.
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