L’Arena è tutta per Carmen Consoli
Voce e chitarra graffianti la "cantantessa" ha coinvolto il suo pubblico in un concerto nel quale ha eseguito brani di tutto il suo repertorio
REGGIO EMILIA. Una bellissima abitudine, quella di ritornare. Soprattutto se a farlo è la “cantantessa” per eccellenza della scena musicale italiana: Carmen Consoli.
L’artista di Catania ha fatto tappa per l’ultima data in Emilia Romagna del tour “L’abitudine di tornare” a Festareggio sabato sera, all’Arena Spettacoli, tra un’ovazione di applausi e di grida di incitazione dei fans, contenti, dopo cinque anni di digiuno dall’ultimo disco di ritrovare la propria beniamina più in forma che mai.
L’Arena Spettacoli era gremita tutta per lei, arrivata in buon anticipo a FestaReggio rispetto all’inizio del concerto.
Poi sul palco, con un look a metà tra il collegiale e il rock and roll, con un total black spezzato soltanto da un colletto bianco, proprio come appare sulla copertina dell’ultimo album, la “cantantessa” si è destreggiata tra il ruggito di una chitarra che diventa distorta o melodiosa, così come le emozioni complesse delle diverse donne cantate da Carmen.
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Della Consoli si è soliti dire che non ha mai sacrificato i testi per la musica. E proprio i brani sono stati tra i protagonisti del concerto, con un pubblico che li cantava a menadito, oscillando tra la disillusione di “Venere”, tra i successi più osannati di Carmen, con quel “porto ancora addosso il fumo delle tue parole, ed è l’unica cosa che mi hai lasciato”, scandito sia dal pubblico femminile, sia maschile.
La scaletta si apre con “Geisha”, prosegue con “Mio zio”, “Sentivo l’odore” e la title track “L’abitudine di tornare”. E c’è spazio per i ricordi con “Per niente stanca”, “Fiori d’arancio”, di cui i fans commentavano il video in cui si vede l’artista aspettare lo sposo all’altare in eterno, “Parole di burro”, “Confusa e felice” canzone portata al festival di Sanremo che l’ha consacrata al successo del grande pubblico.
Lo spettacolo si conclude con uno show in cui Carmen e le corde della chitarra si trasformano in un unicum senza soluzione di continuità.
La cantante si avviluppa allo strumento per un set acustico che trasforma l’esibizione quasi in una performance a sé stante rispetto al concerto.
«Voglio un cubo, un cubo dell’Unità», scherza l’artista invocando l’atmosfera da discoteca prima del gran finale in cui c’è spazio per le pose ricordo stile Charlie’s Angels con le due componenti femminili della band che l’ha accompagnata.
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