Parte il Festival Aperto: recitano anche i profughi
Si comincia alla Cavallerizza con uno spettacolo sulla figura di Odisseo ma prima i richiedenti asilo si esibiranno in piazza con i loro mediatori culturali
REGGIO EMILIA. Un termine che si collega all’antico, alla classicità, per parlare di arti contemporanee. O meglio indicare un vasto contenitore, per accogliere e presentare intersecazioni tra generi musicali e contaminazioni temporali.
Da sempre, la cifra del festival Aperto che tra settembre e novembre apre la programmazione de I Teatri, è l’originalità, poiché nel pensare i possibili accostamenti, si creano situazioni nuove, sorprese allettanti. L’anno scorso il termine era “Epifania” e quest’anno “Eretico”; attorno a questo la manifestazione si sviluppa con 31 spettacoli, 28 artisti, 46 autori e le figure catalizzatrici di Giordano Bruno, Pier Paolo Pasolini e Luigi Nono, un filosofo, uno scrittore e un musicista.
«Eretico è il pensiero che si oppone all’ortodossia e all’opinione, scassina dogmi e dottrine, al limite distrugge, ma per costruire nuovi significati e comportamenti, mentre spinge la vista oltre gli orizzonti consueti», – spiega Roberto Fabbi, curatore del festival.
A Odisseo eroe è dedicato lo spettacolo d’anteprima, domenica 20 settembre (ore 20.30) alla Cavallerizza dopo lo spettacolo “Arzan 2.0 + MM Contemporary Dance Company” che avrà luogo in piazza; si tratta di “Questo è il mio nome”, una creazione di Monica Morini e Bernardino Bonzani del Teatro dell'Orsa, con la partecipazione dei richiedenti asilo e rifugiati ospitati a Reggio e il loro mediatore culturale.
“Giordano Bruno” è il titolo dello spettacolo, in prima italiana su musica di Francesco Filidei, che andrà in scena sabato 26. Dedicata a Pasolini, commissionata e prodotta dalla Fondazione I Teatri nel 40° della morte dello scrittore, è l’opera“Corpi eretici”, in scena il 30 ottobre e 1 novembre su musica di Mauro Montalbetti, libretto e regia di Marco Baliani con Francesco Lanzillotta alla guida dell’Icarus Ensemble.
Per omaggiare Nono, Aperto aderisce al progetto regionale “Resistenza Illuminata. Omaggio nel 70° della Resistenza e della Guerra di Liberazione” cogliendo nel compositore veneziano l'innovatore radicale, colui che unisce il compositore geniale, il militante politico, il visionario utopico. E attraverso Nono, altre musiche e temi: i compositori a lui per qualsiasi verso legati (da Beethoven a Boulez al giovane Agostini), la Resistenza, il lavoro, le tecnologie e, non ultima, la musica popolare – un intreccio di motivi estetici, storici e politici che ha segnato i decenni del Dopoguerra.
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