Tra piazza e teatro al via Festival Aperto
Due appuntamenti in una sera: prima in piazza dei Martiri del 7 luglio con Arzan + MM Contemporary Dance company, poi alla Cavallerizza con "Questo è il mio nome"
REGGIO EMILIA. È domenica 20 settembre il giorno dell’anteprima del Festival Aperto 2015 “Eretici” – che da settembre a novembre a Reggio Emilia accoglie teatro musicale, musica, danza, performance, teatro, reading.
L’appuntamento è con due prime assolute: in piazza Martiri del 7 luglio, alle 18.30 Arzan 2.0 + MM Contemporary Dance Company (accesso gratuito) e al Teatro Cavallerizza, alle 20.30, “Questo è il mio nome” di Monica Morini e Bernardino Bonzani delTeatro dell’Orsa con i richiedenti asilo e rifugiati ospitati a Reggio Emilia.
L’incontro di Arzân 2.0 (direzione musicale Olivier Manchion) con MMContemporary Dance Company (coreografie Michele Merola) è l’incontro fra due mondi diversi e lontani fra loro, per storia e modalità espressive. La performance cui daranno vita – resa possibile grazie alla non comune disponibilità di musicisti e danzatori – dissoda territori sconosciuti e si preannuncia come un’avvincente sfida en plein air fra art-rock e danza contemporanea.
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“Questo è il mio nome” è una finestra aperta su storie invisibili, un orecchio rovesciato su un canto che attraversa i mari e i deserti, uno spazio e un tempo per lasciare un segno. Da Senegal, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Nigeria, Gambia, sul palco si srotolano le orme di Odissei in viaggio. Sono Ogochukwu Aninye, Mamoudou Camara, Djibril Cheickna Dembélé, Ousmane Coulibaly, Ezekiel Ebhodaghe, Mouaz Keita Mandjou, Baye Niase, Lamin Singhateh, e il mediatore culturale Abdoulaye Conde.
Le loro sono storie incise nella polvere e nella carne, scintille di memoria, passi protesi in avanti e occhi che guardano indietro.
Il progetto teatrale si inserisce nei programmi di intervento per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati a Reggio Emilia. Giovani migranti dell’Africa sub sahariana si mettono alla prova sul palco di un teatro, diretti dalla Morini e Bonzani.
Ci rivelano sguardi e prospettive che non possiamo conoscere se non incontrandoli, mettendoci in ascolto. Arrivati con niente portano tutto sé stessi, ci arricchiscono di nuove parole, suoni, idee, cuore, braccia e gambe.
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