Con “Toni” dalla Svizzera fino alle rive del Grande fiume
REGGIO EMILIA. Il Progetto Ligabue per cui Mario Perrotta si è aggiudicato il Premio della Critica 2015 si è sviluppato in tre stadi ruotando intorno alla figura di Antonio Ligabue e al suo rapporto...
REGGIO EMILIA. Il Progetto Ligabue per cui Mario Perrotta si è aggiudicato il Premio della Critica 2015 si è sviluppato in tre stadi ruotando intorno alla figura di Antonio Ligabue e al suo rapporto con i luoghi che segnarono la sua esistenza e la sua creazione artistica: quindi non solo Gualtieri, ma anche la Svizzera, dove Ligabue nacque e visse fino ai diciotto anni; il territorio di Gualtieri, sulle rive del Po, e le sponde reggiane e mantovane dello stesso fiume, dove produsse gran parte dei suoi quadri e delle sue sculture. Le opere che danno corpo alla trilogia sono “Un Bès – Antonio Ligabue”, “Pitur”, e “Bassa Continua – Toni sul Po”, ultimo capitolo sviluppato su tre percorsi nei luoghi del grande artista, tra Reggio Emilia e la Bassa, con quattro giorni di spettacolo per sei repliche e 180 artisti di ogni forma d’arte. Tre spettacoli che sono andati in scena a fine maggio contemporaneamente, partendo da Reggio, da Guastalla e dalle rive del Po, per confluire – in un gran finale collettivo – nella piazza di Gualtieri: Città, Manicomio e Fiume (Info: www.progettoligabue.it).
Perrotta tornerà però presto in quel di Reggio Emilia con una fitta agenda: già il 21, 22 ottobre sarà al teatro sociale di Gualtieri con “Il Milite ignoto”, che porta anche a Guastalla a febbraio. Poi tornerà nelle vesti di Ligabue, a marzo, sempre a Guastalla, e di nuovo a Reggio Emilia.
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