I 60 anni di Zucchero tra musica e parole
Il bluesman su Facebook: «Consumiamoci uno alla volta»
REGGIO EMILIA. «Consumiamoci uno alla volta. Zucchero». Sono le parole che, ieri, Adelmo Fornaciari – in arte “Sugar” – ha scritto sul suo profilo Facebook. E il significato sta tutto nella data che il bluesman ha anteposto alla frase: «25.09.2015», ovvero il giorno del suo compleanno.
Zucchero – soprannome datogli dalla sua maestra delle elementari – è nato a Roncocesi, alle porte di Reggio, il 25 settembre del 1955, sessanta anni fa. Di questi, almeno quarant’anni li ha dedicati alla musica.
Una carriera intensa, la sua, che gli ha regalato grandi soddisfazioni: oltre ad aver venduto 60 milioni di dischi con “Oro, incenso e birra”, per lungo tempo il più venduto nella storia della musica leggera italiana nel mondo (ha lasciato poi il testimone a “Romanza” di Andrea Bocelli), Zucchero è stato il primo artista occidentale a esibirsi al Cremlino nel 1990, dopo la caduta del muro di Berlino, e l’unico artista europeo a partecipare nel 1994 al Festival di Woodstock.
Vanno poi ricordate le numerose collaborazioni internazionali, da Joe Cocker a Ray Charles, passando – solo per citarne alcuni – per Sting, Eric Clapton, Peter Gabriel, Mark Knopfler, Miles Davis, B.B. King, Iggy Pop, U2.
L’ultima sua apparizione live è stata, a sorpresa, una ventina di giorni fa proprio al PalAlpitour di Torino nella seconda data del tour di Bono Vox e compagni. Innumerevoli anche i lavori con i colleghi italiani, tra i quali spiccano quelli con Luciano Pavarotti, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Mina, Jovanotti, Vasco Rossi, Pino Daniele, Claudio Baglioni e Ligabue. Sessanta anni e la voglia di non appendere la chitarra al chiodo, tanto è vero che ha già annunciato 10 date per settembre 2016 all’Arena di Verona.
Del resto ha già dichiarato: «Nel momento in cui perderò il fuoco, in cui mi accorgerò che ho messo il pilota automatico, come tanti miei colleghi, lascio e vado a fare il fonico per i Nomadi, che era poi il mio sogno da bambino».
Ieri, su Facebook, in centinaia hanno augurato buon compleanno al grande artista, ringraziandolo per «essere la colonna sonora della mia vita» e chiamandolo «maestro» e «poeta». Anche Laura Pausini ha fatto capolino tra i suoi fan, corredando gli auguri con un fortunato quadrifoglio.
Ne sono passati di anni dalla sua prima R&B band, “Le nuove luci”, e i primi successi: la vittoria a Castrocaro nel 1981, il primo album di studio, “Un po’ di Zucchero”, nel 1983. E poi le partecipazioni a Sanremo: due volte nella categoria Giovani e poi, nel 1985, nella categoria Big con la Randy Jackson Band e il brano “Donne”. Nel 1987 l’album “Blues” e la vittoria al Festivalbar. Dopo due anni un’altra pietra miliare della sua storia professionale: “Oro, incenso e birra”, in cui trovano spazio anche la chitarra di Eric Clapton e un testo di Francesco De Gregori.
Anche all’estero si accorgono del giovane Fornaciari e Joe Cocker e Miles Davis lo vogliono per un tour con loro. Seguono “Spirito Di Vino” (1995), registrato a New Orleans, “Bluesugar” (1998), “Shake” (2001), “Fly” (2006), “Chocabeck” (2010), “La sesion cubana” (2012), registrato a Cuba.
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