Gazzetta di Reggio

Anche dieci dipinti di Laura Zilocchi alla mostra Unesco

di Andrea Vaccari
Anche dieci dipinti di Laura Zilocchi alla mostra Unesco

L’artista di Brescello a Venezia dal 3 al 31 ottobre per partecipare all’esposizione internazionale

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BRESCELLO. Ci saranno anche le opere di un’artista reggiana a Palazzo Zenobio degli Armeni (importante palazzo del 1600 che sta ospitando anche il padiglione della Lituania collegato alla Biennale) a Venezia, dal 3 al 31 ottobre, dove sarà allestita la mostra internazionale di arte contemporanea “Passaggi di luce”. La direttrice del museo Loredana Trestin ha infatti selezionato dieci opere dell’artista guastallese (e brescellese d’adozione) Laura Zilocchi, che sbarcherà in laguna con una personale composta da quadri che rispecchiano al meglio la sua produzione degli ultimi anni. In totale, saranno oltre trenta gli artisti coinvolti.

L’evento, promosso dalla sinergia di referenti privati e istituzionali coinvolti a vario titolo, si incentra sul tema della luce anche con riguardo al fatto che l’Unesco ha dichiarato il 2015 l’anno internazionale della luce. La mostra è inserita nel calendario degli eventi internazionali dell’Unesco stessa, dalla quale ha ricevuto il prestigioso patrocinio.

«Sono stata contattata dalla direttrice – racconta con soddisfazione Laura Zilocchi – che ha espresso interesse nei confronti delle mie opere. Gliene ho sottoposte diverse, e lei ha scelto i dieci quadri che verranno esposti. Non posso che essere soddisfatta di questo 2015, in quanto oltre a questa prestigiosa occasione ho potuto partecipare alla mostra “In direzione della luce” organizzata nell’ambito dell’evento “Fari della conoscenza” che si è svolto a Genova. In più, prenderò parte alla collettiva “Movimento, suono, idee” che sarà inaugurata il 10 ottobre al Caffè Concerto di Modena, organizzata dall’associazione “Bed and breakfast Bassa Emilia Romagna”».

Sperimentalista nata, data la sua natura eclettica e poliedrica che la contraddistingue anche nella vita, dopo aver appreso in gioventù la tecnica del disegno a china e quella della xilografia, la Zilocchi ha tentato poi la strada dell’acquerello, della pittura a olio, del disegno a pastello, che sebbene ampliassero i suoi linguaggi espressivi, non la aiutavano a mettere fuoco quale fosse la tecnica che sentiva più propria. Nello scorso decennio, poi, ha consapevolmente scelto di continuare la sua ricerca attuandola attraverso la carta, al fine di ottenere risultati originali, nella ricerca di inusuali effetti cromatici e luministici, a cui si accompagna l’utilizzo di ingrandimenti fotografici.

«L’artista – si legge in un catalogo redatto dalla Galleria Farini di Bologna – abbandona poi il figurativo-descrittivo per abbracciare la strada dell’astratto e dell’informale: si è calata nei panni della studiosa e ha ricercato emblemi e scritture di antichi popoli, con l’obiettivo di conoscere meglio il passato. I simboli sono principalmente di tradizione africana e sono resi sulla carta, addizionati dalla fotografia, con intensità compositiva e cromatica. Ciò che esalta l’osservazione delle sue opere è l’immediata forza poetica, unita al fascino che trasmette a chi le guarda».

Ha partecipato a numerose mostre e sue opere si trovano in Italia, Svizzera e Brasile. Nel 2013 la curatrice del Guggenheim di New York ha scelto una sua opera e l’ha pubblicata da maggio ad agosto sul sito del museo.

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