Anna Bonaiuto interpreta le donne di Elena Ferrante
REGGIO EMILIA. Intensa, affascinante, mentre taglia a spicchi la figura femminile e la interpreta attraverso le sue mille, caleidoscopiche, sfaccettature. L’attrice di origine napoletana Anna...
REGGIO EMILIA. Intensa, affascinante, mentre taglia a spicchi la figura femminile e la interpreta attraverso le sue mille, caleidoscopiche, sfaccettature. L’attrice di origine napoletana Anna Bonaiuto, domani mattina, alle 11, al teatro Valli, leggerà brani tratti dai primi due titoli della quadrilogia di Elena Ferrante: “L’amica geniale” e “Storia del nuovo cognome” (Emons Edizioni). Un appuntamento che segna il debutto in libreria, previsto il 29 ottobre, proprio del secondo audiolibro della serie (Storia del nuovo cognome). L’appuntamento rientra nell’ambito del ciclo di incontri “Finalmente Domenica” e sarà un’indagine a tutto tondo sulla donna, dall’infanzia, passando per la crescita, raggiungendo l’età adulta e anche oltre. Donne plasmate, distorte, talvolta distrutte dalla realtà che le circonda, più spesso ancora dagli uomini, vittime di tensioni cupi tra madre e figlie, prese dalla difficoltà di essere madri o mogli senza rinunciare alla propria identità. L’attrice Anna Bonaiuto conosce bene Elena Ferrante: già nel 1995 aveva interpretato con passione il ruolo di Delia nel film “L’amore molesto”, ispirato al romanzo d’esordio della Ferrante.
Anna Bonaiuto si cimenta ora nell’interpretazione di Elena Ferrante: il confronto tra donne sarà evidente sia dal contenuto dei brani che leggerà, sia dalla sua recitazione dei testi della scrittrice.
«Sì, dal punto di vista recitativo cercherò di trasmettere con il giusto pensiero la temperatura, l’emozione e il dolore che traspare da questi pezzi. La bravura di un attore consiste nel fare arrivare direttamente quanto vuole comunicare chi scrive. Sarà, dunque, una lettura nel rispetto di chi ama i libri di Elena Ferrante, che trovo straordinari».
Da quali caratteristiche è attratta in particolare?
«Ferrante ha scritto libri di grande letteratura e popolari. Ci sono tanti personaggi, che si incrociano, si amano, si odiano. Non ci si riesce a staccare dalla lettura che si affronta tutta d’un fiato e questa è arte. Ci fornisce un affresco spietato dell’Italia dal dopo guerra fino a oggi e narra, inoltre, la storia di due donne, amiche sin da piccine, il cui legame attraversa numerose fasi controverse: dalla lealtà, all’invidia».
L’autrice affronta il tema della donna senza ideologia...
«Traiamo insegnamenti da questi libri utili per l’attualità. Il tema della donna, infatti, si rivela molto interessante, oggi, alla luce della recrudescenza di un forte antifemminismo che riprende a farsi sentire. La possibilità di dimostrare che le donne sanno assolvere meglio degli uomini certi compiti non è stata presa bene dalla società attuale».
Passando alla sua carriera, quali spettacoli ha in calendario?
«Riprenderò il mio monologo basato su “Cristina di Belgioioso”, una figura particolarmente complessa, geniale nella sua follia, contraddittoria e allo stesso tempo molto femminile e seduttiva, impegnata e intellettuale. Poi, a marzo, sarò a Torino con “Clitennestra”, lo spettacolo scritto da Vincenzo Perrotta».
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