Gazzetta di Reggio

“Tragédie”, un’umanità cieca alla ricerca della trascendenza

“Tragédie”, un’umanità cieca alla ricerca della trascendenza

La coreografia di Olivier Dubois portata in scena stasera dal Ballet du Nord I danzatori, uomini e donne, messi a nudo per incarnare il corpo originale

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REGGIO EMILIA. Con “Tragédie”, che andrà in scena per il festival Aperto stasera (ore 20.30) al teatro Valli, il coreografo Olivier Dubois , al suo ritorno a Reggio con il Ballet du Nord, firma il suo capolavoro. La critica - al debutto al Festival di Avignone 2012 - lo ha osannato per la forza intrinseca che questo spettacolo, coraggiosissimo, emana. In scena un'umanità cieca, sconvolgente di 9 uomini e 9 donne messi a nudo - in senso letterale - per incarnare il corpo originale, un corpo sbarazzato da tutte le sovrastrutture storiche, sociali, psicologiche.

In “Tragédie”, Olivier Dubois ci porta in una "sensazione del mondo" piuttosto che in una coreografia. Il solo fatto di essere uomini non fa l'umanità, ecco la tragedia della nostra esistenza. Poiché l'umanità emerge dentro i corpi, dentro le pressioni telluriche nate dal passo di ciascuno, dal nostro impegno cosciente e volontario. Olivier Dubois firma una pièce chiara, ossessiva, ipnotica in cui queste donne e questi uomini nel movimento di incessante andirivieni si fondono e spariscono, cadono, si rialzano, sospinti da un moto perpetuo che alla fine fa intravedere una "preziosa trascendenza di comunità".

Domano alla Cavallerizza (dalle ore 18) ritorna il Ballet du Nord di Olivier Dubois con “Mon élue noire (Sacre #2)”, seguito, alle 19, da “Back to Tragédie”. Con “Mon élue noire (Sacre #2)”, solo creato per Germaine Acogny, Olivier Dubois sa che non può rispondere al richiamo della Sagra della primavera con una sola e unica creazione. Si tratta quindi di una collezione di "Sagr(e) della primavera", attraverso le quali Dubois propone un'analisi per saperne di più sui fantasmi di quest'opera. "Prêt à baiser", prima parte della collezione, è stata creata nel maggio 2012 al Museo d'Arte Moderna di Parigi. A dicembre 2014 crea "Sacre #2" con la danzatrice e coreografa Germaine Acogny, la mitica "élue noire" di Maurice Béjart, che non l'ha mai danzata. È a questa regina nera di 70 anni cui Olivier Dubois offre questa nuova "Sagra", traendo dalla forza e dalla profondità dell'animo africano una nuova visione dell'opera.

Al termine della performance (ore 19 circa) seguirà “Back to Tragédie”, un'immersione nel cuore di “Tragédie” attraverso un ballo, con l'obiettivo di divertirsi e di condividere l'esperienza. Accompagnato dai danzatori della Compagnia il pubblico attraverserà i momenti clou della creazione: la camminata, l'essere insieme, il corpo scosso.

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