I ristoranti di Reggio cercano spazio fra Modena e Parma
La guida dell’Espresso: le vicine province offrono una grande scelta di tavole, ma intanto D’Amato torna in testa alla nostra classifica
REGGIO EMILIA. La guida 2016 dell’Espresso dedicata ai ristoranti conferma una tendenza già in atto da alcuni anni: a tavola Reggio Emilia è stretta fra due giganti come Modena e Parma. Se da un lato questa differenza risulta ancora più marcata perché a Modena l’Osteria Francescana di Bottura è riuscita a ottenere il voto della perfezione (20/20), cosa mai accaduta nella storia delle guide dell’Espresso, dall’altro c’è da constatare come una presenza tanto importante di ristoranti di alto e altissimo livello non possa non essere salutata con piacere in un’ottica di “territorio vasto”. A un tiro di schioppo oggi gli emiliani hanno la possibilità di gustare il meglio della cucina italiana, sia tradizionale sia innovativa, restando a Reggio o spostandosi nelle province vicine.
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Quanto a Reggio, il “Caffè Arti e Mestieri”, il ristorante di via Emilia San Pietro, nella nuova Guida dell’Espresso è balzato dai 14 punti ottenuti lo scorso anno a ben 15,5, il punteggio più alto assegnato in provincia dagli esperti di cucina che hanno censito i ristoranti reggiani unitamente a quasi altri 3.000 in tutta Italia. In questo modo il menù proposto in centro sale al primo posto nella graduatoria reggiana. Hanno favorevolmente influito su questa scelta la suggestione del giardino che caratterizza l’ambiente e ovviamente la bravura ai fornelli di Gianni D’Amato che, dopo l’addio al Rigoletto di Reggiolo, ha qui trasferito la sua capacità di valorizzare gli ingredienti del territorio. E anche quando sceglie le specialità marinare riesce a conservare un armonico equilibrio dei sapori. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.12229055:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12229055:1649476351/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Resta elevata (15 punti) la considerazione per la “Osteria del Viandante” che opera nel Forte di Rubiera e che ha compiuto 150 anni di vita conservando perfettamente la costellazione del cibo della tradizione. Sotto gli alti soffitti affrescati, assumono un gusto del tutto particolare le cotture nei tegami di coccio con il soffritto e altri robusti gusti. Ottima la carne, ricca la cantina. Perde dunque mezzo punto, e con esso la leadership, ma viene sempre consigliata per le specialità che sa offrire.
Risultano invece del tutto invariati, però sempre di primo piano, gli apprezzamenti per il “Mamma Rosa” di San Polo (14,5 punti) dove la lista dei piatti cambia ogni giorno ma non le cotture, sempre precise e dolci. La materia prima è preparata con tecnica, stile personale, semplicità. Curati i dolci, buono il vino. Stesso discorso per il “Cà Matilde” (14 punti) che si trova a Rubbianino di Quattro Castella ed opera in una graziosa casa colonica (dotata di camere) sapientemente adattata. Colpiscono, oltre ad un servizio tutto al femminile, i piatti di una cucina di radici e di carattere che esalta le portate e riesce a renderle poco grevi. Gradevole l’hamburger di suino iberico, intelligente rilettura del celebre fast-food.
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Oltre a questa ristretta élite di super ristoranti vanno poi ricordare le altre numerose segnalazioni (senza voto ma con indicazioni simboliche per evidenziare le loro qualità) riferite a diversi altri ristoranti della città e della provincia. Una new entry è ad esempio il “Minuit à Paris” di Bibbiano che colpisce, fra l‘altro, per l’atmosfera familiare e garbata e le sfiziosità di pesce ma sempre con sapori equilibrati. Menzione speciae per i dolci di Naausica Viani, volto tv del Miglior pasticcere. Che dire inoltre della “Badessa” di San Donnino a Casalgrande che un tempo era un casello per il Parmigiano Reggiano e ora, gestito da giovani appassionati, sforna cibi dai sapori casalinghi, tagliatelle spesse a pasta verde con un sugo cremoso di aglio, noci, latte. Da non trascurare è “M in Cucina” di vicolo del Folletto, in città, che rilegge i classici della nostra cucina con interpretazioni originali. Reggianità tipica anche nelle abbondanti porzioni della “Osteria Chilometro Zero” di Gavassa dove, fra le varie portate, spiccano i cappelletti in brodo che vanno a nozze con il Lambrusco. Né poteva mancare da questa rassegna “Arnaldo, la Clinica Gastronomica” di Rubiera che oltre al cibo emiliano servito da cameriere in nero con il grembiule bianco e alla disponibilità di comode camere, sa proporre dei bolliti davvero speciali. Restiamo in provincia per approdare alla “Osteria in Scandiano”, nella centralissima piazza Boiardo, dove c’è una intera famiglia impegnata ad assicurare una cordiale ospitalità mentre serve piatti ricchi, vino, aceto balsamico e formaggio prettamente locali. La Guida dell’Espresso conferma: a Reggio sono numerose le possibilità di mangiare bene.
La scheda.
La guida “I ristoranti d’Italia de l’Espresso” arriva alla sua 38ma edizione. Il volume è stato presentato ieri alla Stazione Leopolda a Firenze, in collaborazione con Pitti Immagine. Recensiti oltre 2.700 locali con circa 400 novità e un primato: un ristorante ha ottenuto il punteggio di 20/20, il voto massimo della Guida. L’introduzione “Il futuro che stiamo vivendo” è stata scritta dal direttore Enzo Vizzari e, oltre ai ristoranti, sono state recensite anche le migliori pizzerie d’Italia. Il manuale è da oggi, 9 ottobre, in edicola e in libreria al prezzo di 22 euro, mentre la versione digitale per smartphone e tablet sarà disponibile a 7,99 euro negli store Android e iOs.
Sale a 34 il numero di ristoranti con “tre cappelli”, cioè i locali che hanno ottenuto un punteggio tra i 18 e 20/20. Al primo posto, con il punteggio massimo, c’è l’Osteria Francescana (Modena) di Massimo Bottura, che per il quarto anno consecutivo, si conferma al vertice della ristorazione italiana. Seguita a 19,75/20 da “Piazza Duomo” (Alba, in provincia di Cuneo) di Enrico Crippa. A 19,5/20, si confermano La Pergola (Roma) di Heinz Beck, Le Calandre (Rubano, in provincia di Padova) di Massimiliano Alajmo e Casadonna-Reale (Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila) di Niko Romito. Rispetto alla guida del 2015, non ci sono promozioni a 19/20, dove si confermano Combal.Zero (Rivoli, in provincia di Torino) di Davide Scabin, Uliassi (Senigallia, provincia di Ancona), Villa Crespi (Orta San Giulio, in provincia di Novara) di Antonino Cannavacciuolo e Vissani (Baschi).
Promossi a 18,5/20 Agli Amici di Emanuele Scarello (Udine) e Taverna Estia di Francesco Sposito (Brusciano, Napoli). Confermati l'Antica Corona Reale di Giampiero Vivalda (Cervere, Cuneo), Dal Pescatore (Canneto, Mantova), Duomo di Ciccio Sultano (Ragusa-Ibla), l'Enoteca Pinchiorri (Firenze), Enrico Bartolini (Cavenago di Brianza), St. Hubertus di Norbert Niederkofler (Badia, Bolzano), La Madia di Pino Cuttaia (Licata, Agrigento), La Peca (Lonigo, Vicenza), la Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni di Senigallia, l'Osteria del Povero Diavolo di Pier Giorgio Parini (Torriana, in provincia di Rimini). (j.s.)
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