Gazzetta di Reggio

La danza contemporanea a 360 gradi

di Giulia Bassi
La danza contemporanea a 360 gradi

Ottolini: «La nuova programmazione è pensata per portare qui un pubblico nuovo, fatto di famiglie»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Da quando a gennaio 2015 la Fonderia39 è diventata centro di produzione, oltre alle normali performance di Aterballetto vengono programmati altri spettacoli. E così l’offerta di danza per la nostra città cresce in mondo considerevole. Chiaramente soddisfatto Giovanni Ottolini, direttore generale di Aterballetto, si appresta a presentare le serate di danza che si terranno nel bellissimo spazio a partire dal 15 ottobre fino a dicembre. «Come Centro di Produzione abbiamo già presentato al Ministero il progetto triennale (fino al 2017) e adesso ci apprestiamo ad organizzare l’attività della seconda parte del 2015. È nostro obbligo arrivare fino a trenta ospitalità. Alla base c’è il ragionamento che spinge a uscire, senza abbandonarlo, dal repertorio di Bigonzetti e costruire un repertorio contemporaneo aperto a più stili. La Fondazione così ospiterà coreografi che praticano stili diversi. Da un lato artisti che sono frutto di un lavoro che già da tempo facciamo con loro e che provengono dalla nostra regione: come Simona Bertozzi di Bologna e Cristina Rizzo, che sono state coinvolte per lavorare con ragazzi adolescenti della scuola Progetto Danza di Michele Merola. Ai primi di dicembre avrà luogo un altro spettacolo: “Clown” con la Compagnia Giovanna Velardi e a seguire Aterballetto con “Don Chsciotte”: si tratta di un percorso pensato per portare in Fonderia un pubblico nuovo in particolare le famiglie».

Nell’ambito della collaborazione con altre realtà italiane la rassegna presenta tra gli altri anche “Oratorio per Eva”, una performance della Compagnia di Roberto Zappalà. «Quella è una realtà come la nostra e cioè un centro produttivo – spiega Ottolini – Ce ne sono tre in Italia e l’altro è la Compagnia di Virgilio Sieni; con Zappalà lavoreremo a uno spettacolo per il quale dovremo cercare nove uomini non danzatori (i provini li stiamo facendo in questi giorni) e cinque voci che dovranno cantare Monterverdi; per la scelta delle quali ho coinvolto Renato Negri: si tratta dunque di una coreografia che coinvolge anche delle realtà locali».

Un’altra ospitalità di rilievo è il Balletto di Torino impegnato in “Quasi una fantasia” di Isztak Galili coreografo motlo conosciuto anche da Aterballetto. Si tratta di un duetto in cui la donna riesce a far superare, al suo partner, le paure, le frustrazioni, le incertezze. Una potente, struggente esplorazione dei punti di forza e delle paure in cui le emozioni sono emanate senza drammatizzazione, come una preziosa e limpida energia. «Nell’ambito del progetto “adotta un coreografo” che abbiamo proposto alle scuole di danza mesi fa segnalo lo spettacolo inaugurale in programma giovedì prossimo “John Doe” del Gruppo Nanou, che riceve il contributo di Fondo per la danza d’autore da parte della Regione Emilia Romagna. Con questi spettacoli ci teniamo a valorizzare le realtà del nostro territorio, e nello stesso tempo verremmo formare anche nuovi pubblici attraverso incontri preparatori con i coreografi e i protagonisti delle serate».

Il calendario. S’inizia 15 ottobre alle 20.30 con il Gruppo Nanou in John Doe coreografia di Marco Valerio Amico per proseguire il 23 ottobre Aterballetto per ReggioFilmFestival SENTieri, coreografia di Philippe Kratz; il 12 novembre il Balletto Teatro di Torino presenta Quasi una fantasia, coreografia di Itzik Galili; il 27 e 28 novembre protagonista sarà la Compagnia Zappalà Danza con Oratorio per Eva di Roberto Zappalà. Il 3 dicembre sul palco ci saranno i giovani allievi 10-14 anni della scuola Progetto Danza di Michele Merola in Bolerò coreografia di Cristina Rizzo e Prometeo: Poesia di Simona Bertozzi. Il 5 dicembre la Compagnia Giovanna Velardi presenta Clown; si prosegue il 9 dicembre con l’Aterballetto nel fortunato spettacolo Don Chisciotte di Eugenio Scigliano, in collaborazione con K-LAB; chiude il 17 dicembre il Collettivo Cinetico impegnato in XD scritture retiniche sull’oscenità dei denti, coreografia di Francesca Pennini, “Le Supplici” quindi “Il gioco del gregge di capre”, “Un ricamo fatto sul nulla” e “Hood”, coreografie di Fabrizio Favale

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google