Gazzetta di Reggio

Un anno nel segno del “fare reggiano”

Un anno nel segno del “fare reggiano”

Presentato il nuovo programma delle iniziative. La responsabile Carretti: «Siamo un vero contenitore culturale»

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REGGIO EMILIA. Oltre 17mila visitatori da gennaio ad oggi, una trentina le iniziative espositive messe in atto nello stesso periodo e, non ultimo, oltre 300 presenze ai vari workshop e laboratori col coinvolgimento di associazioni, artisti, imprese.

Se ce ne fosse bisogno bastano questi dati a confermare che lo Spazio Gerra, come sottolinea la sua responsabile Stefania Carretti, «non è solo un luogo per mostre ma un vero contenitore culturale» dove l’arte mescola strumenti di espressione classici e nuovi strumenti multimediali.

E ieri, insieme a lei, nel contenitore tutto acciaio e grandi vetrate (evidente scelta architettonica per farsi guardare e guardare la città), si sono ritrovati il sindaco Luca Vecchi, l’assessore all’educazione e conoscenza Raffaella Curioni e Giorgio Gasparini dirigente Area Servizi del Comune e Lorenzo Immovilli dello staff Gerra. Motivo: la presentazione del programma di attività del Gerra da oggi a tutto il 2016.

«Quello che accadrà nei prossimi mesi – ha detto il sindaco – sarà nel segno del fare reggiano, di una rilettura dei diversi aspetti culturali e sociali appartenenti alla storia recente della nostra città. E tra le numerose proposte desidero sottolineare il primo atto di valorizzazione dell' Archivio delle ex Officine Reggiane, prima tappa di una restituzione pubblica del lavoro di recupero del fondo, fatto col contributo di Iren, con la mostra allo Spazio Gerra che aprirà a dicembre». Il sindaco ha poi aggiunto che non esclude in futuro che una sede definitiva per questo archivio possa essere proprio nell’area dell’ex stabilimento.

Mentre l’assessore Curioni ha sottolineato che novità del nuovo programma del Gerra sono «il consolidamento delle attività rivolte ai giovani e sviluppare la connessione tra politiche educative e politiche culturali. Lo Spazio Gerra si apre al protagonismo dei giovani under 35, ma lavora anche alla formazione delle competenze perché crediamo che la creatività possa essere anche una professione».

PROGRAMMA Officine Reggiane Archivi Storici. L'esposizione informerà la città sul procedere di questo percorso, puntando a un coinvolgimento intergenerazionale.

2) ITS Maker. La Fondazione Its Maker, che svolge la sua attività attraverso la realizzazione di 5 proposte formative, in area meccanica e meccatronica e rivolte ai ragazzi diplomati. I corsi sono completamente gratuiti. L'obiettivo è elevare il livello di competenze tecniche dei giovani.

3) Scultura e Fotografia. Il corpo come identità rappresentato con frammentazioni e destrutturazioni. Protagonisti Maurizio Galimberti, fotografo che si avvale della Polaroid, Massimiliano Galliani con lavori che coniugano olio su tela e Iphone e Michelangelo Galliani con le sue narrazioni scultoree.

4) Fotografia Europea - Disco Emilia maggio - luglio 2016. Emilia Romagna, terra del lavoro e del divertimento: una tradizione culturale che sottolinea l'innata esigenza emiliana di condividere anche i momenti di svago. Una storia, quella dei locali da ballo, poi discoteche e poi club, che non ha eguali a livello nazionale e che rappresenta un pezzo importante del nostro vivere sociale. Disco Emilia nasce da Spazio Gerra nell'ambito di Fotografia Europea 2016 e intende esplorare - attraverso diversi linguaggi: dalla fotografia al video, dal suono all’installazione, dagli oggetti alla tecnologia - la tradizionale propensione al divertimento e al ballo della provincia emiliano-romagnola.

5) Un giro di Jazz. Dopo il successo della scorsa estate verrà replicata anche l'anno prossimo la rassegna musicale, con l'obiettivo di consolidare un percorso di offerta musicale che verte verso la musica jazz e generi affini. Nella cornice unica del giardino del Gerra – Piazzetta degli Orti – prende vita un'oasi urbana ideale in cui poter apprezzare la bravura dei singoli musicisti.

6) Communication and Design. La pubblicità è ormai riconosciuta e studiata come un fenomeno sociale che, se valutato al di là della promozione di un prodotto, è in grado di fotografare i valori, i costumi, le mode di un'epoca e, in virtù di questo, di affermarsi come fenomeno culturale. La mostra intende aprire un approfondito e costruttivo forum sui linguaggi comunicativi della contemporaneità, coinvolgendo le tante realtà che in città si occupano di questi settori.

7) La formazione del futuro: una questione di innovazione sociale? Novembre 2016 - gennaio 2017. L'innovazione tecnologica viaggia a velocità irraggiungibili, rischiando di generare incongruenze e vuoti fra le opportunità che offre e il reale stato di avanzamento e di applicazione delle stesse alla vita di tutti. L’esposizione intende dare vita a una sorta expanded classroom, uno spazio “espanso” in cui formarsi e auto-educarsi.

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