Gazzetta di Reggio

La videoarte del grande Viola dialoga con la pittura del ’600

di Luigi Vinceti
La videoarte del grande Viola dialoga con la pittura del ’600

A confronto un’opera dell’artista contemporaneo e una del maestro Lanfranco Per l’esposizione un saggio e una conferenza di Settis, anche una serata “a tema”

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REGGIO EMILIA. L’arte contemporanea ha profonde radici in quella passato, tanto che la poetica che anima le opere di oggi, lo stile e la composizione che le caratterizzano, dialogano perfettamente a dispetto del passare del tempo con le creazioni di artisti che ci hanno preceduto.

Per una conferma basta andare a Palazzo Magnani, da oggi al prossimo 10 gennaio (orari: da martedì a venerdì 10-13 e 15-18; sabato e festivi 10-19), e rendersene conto personalmente. Con “Eterne visioni tra presente e passato” la quarta edizione di “Arte in Agenda” affianca Bill Viola, il più grande videoartista del mondo, al maestro del ’600 Giovanni Lanfranco.

L’idea della Fondazione non è stata facile da realizzare ma l’effetto è garantito. È la premessa con cui la presidente Iris Giglioli ha salutato ieri i convenuti alla presentazione di questo “tu per tu” fra Viola e Lanfranco. Presenti tra gli altri anche il sindaco di Reggio Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi.

«Non si è pensato – il commento della Giglioli – a mostre grandiose, ma a una sintesi storica di ricerca e di indagine che ci ha messo in relazione con i musei di Rivoli e di Capodimonte». Il risultato di questo parallelismo è lasciato alla sensibilità di ogni singole visitatore. «L’arte non ha interruzioni temporali – ha aggiunto la direttrice Federica Franceschini – e le emozioni vengono filtrate con le immagini, tradizionalmente pittoriche e con quelle moderne create usando tecnologie informatiche. Dunque un approccio insolito alla “lettura” della componente artistica che supera i semplici aspetti stilistici. Prova ne sia che i temi svolti si legano in entrambi i casi alle passioni umane e alla possibilità di rendere visibile l’invisibile del nostro animo». Oltre che alla curiosità dei cittadini la duplice ma semplice esposizione verrà proposta come motivo di studio critico ai docenti delle scuole reggiane e, a seguire, degli studenti.

Il 17 novembre, inoltre, alle 18.30, nell’Aula Magna dell’Università in via Allegri 9 Salvatore Settis, che in occasione di questa mostra firma un saggio inedito su Bill Viola, terrà una conferenza dal titolo “Bill Viola e la tradizione artistica europea. La videoarte in dialogo con la grande pittura del passato”.

Già in calendario anche una “serata in viola” dove il nome di uno degli artisti è preso a pretesto per indurre i visitatori (che potranno accedere anche alla vicina caffetteria) a indossare abiti ed accessori con questo colore. La data scelta è quella di sabato 28 novembre.

L’esposizione confronta opere straordinarie in una singolare atmosfera: due stanze buie. Da un lato l’ascensione di Isotta che per raggiungere il suo adorato Tristano accetta la morte e si pone in simbiosi con l’amore sacro di Santa Maddalena che assurge al cielo per completare il suo sogno di fedeltà. Estasi e sacralità, intensità e trasporto, creatività compositiva, sono una sola cosa, un tutt’uno che si raffronta all’artista del nostro tempo Bill Viola, in un sogno di suoni e luci che regalano la suggestione di un’altra ascensione, dall’acqua al cielo.

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