Il Peri alla “conquista” di San Pietroburgo
L’Ensemble degli archi invitato dal Conservatorio russo
REGGIO EMILIA. Per gli studenti del Peri, in rappresentanza del loro istituto, non sarà una trasferta qualsiasi, dato che questa volta la meta, oltre ad essere un luogo unico dal punto di vista storico ed artistico, ha un significato profondo per la storia del musica. Parlare del Conservatorio di San Pietroburgo fondato nel 1861 dal grande pianista e compositore Rubinstein e intitolato a Rimskij-Korsakov non è solo prestigioso: è come se fosse un tempio sacro, dato che le sue insigni stanze sono state frequentate da allievi e docenti come Cajkovskij, Prokof'ev, Šostakovic, i violoncellisti Rostropovich e Maisky, il direttore d’orchestra Gergiev. Tale istituzione, ogni anno, invita studenti di altri Conservatori a livello mondiale - come quello di Parigi - per creare sempre nuove opportunità di confronto. Questa volta, insieme alla scuola francese, tocca proprio a quello di Reggio Emilia col quale il Conservatorio di San Pietroburgo ha firmato un protocollo d'intesa in base al quale alcuni studenti russi hanno frequentato la Summer School nei mesi scorsi (cantanti che hanno partecipato al corso di Sonia Ganassi ), mentre alcuni reggiani venerdì prossimo si esibiranno in concerto nel bellissimo auditorium della scuola; si tratta degli archi che formano l’ Ensemble dell'istituto superiore di Reggio Emilia e Castelnovo Monti Achille Peri-Claudio Merulo: Elia Torreggiani, Martina Ferrari, Francesco Gaspari, Davide Borghi, Sofia Bertolini (violini), Laura Garuti (viola), Leonardo Duca (violoncello), Luca Innarella (contrabbasso). Insieme a loro Daniele Incerti (clavicembalo) ed il soprano e docente Elena Bakanova per eseguire “tutto” Vivaldi: oltre all’aria “Amar si denno” dalla cantata “Amor pericoloso” per soprano e basso continuo, anche il Concerto per violino “La Stravaganza” RV 357, il Concerto per 2 violini in la minore RV 522 e per finire il Concerto per 4 violini RV 580. «Un programma completo – sottolinea il direttore dell’istituto, Maurizio Ferrari – annunciato da un elegante manifesto, in carattere cirillico, naturalmente, che ci onora molto. Abbiamo scelto Vivaldi perché è molto amato in Russia, ma soprattutto credo che possiamo ben figurare con i nostri ragazzi». Per alcuni la trasferta e cominciata ieri, dato che questa sera terranno un concerto all'istituto italiano di cultura. «Questo non è un semplice confronto – puntualizza Ferrari – ma una grande opportunità per noi e per la nostra scuola che ultimamente si sta esprimendo al massimo. Dimostra un’enorme potenzialità, tanto è vero che costituisce ormai un modello da copiare ed esportare a livello nazionale. Succede per il progetto legato alle orchestre che si sono formate; facciamo scuola e ci visitano le delegazioni di altri conservatori ed istituti pareggiati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
