Gazzetta di Reggio

FOTOGRAFIE E DOCUMENTI

Mostre sulla Grande Guerra a Castelnovo Monti e Casina

Mostre sulla Grande Guerra a Castelnovo Monti e Casina

CASTELNOVO MONTI. La prima guerra mondiale del 1914-1918 è stato un passaggio storico fondamentale per definire tutto ciò che sarebbe avvenuto poi nel ‘900, e fino ai giorni nostri: sconvolse la...

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELNOVO MONTI. La prima guerra mondiale del 1914-1918 è stato un passaggio storico fondamentale per definire tutto ciò che sarebbe avvenuto poi nel ‘900, e fino ai giorni nostri: sconvolse la vita di tutte le nazioni come mai nessun conflitto prima.

Quest’anno ricorrono i 100 anni dall’entrata in guerra dell’Italia (1915) nel primo conflitto mondiale. E i Comuni Di Castelnovo Monti e Casina hanno deciso di offrire insieme una esperienza conoscitiva ai giovani della montagna e a tutti i cittadini. Si tratta di due mostre collegate e che hanno dell’alto patronato della Presidenza del Consiglio dei ministri, prodotte dal centro studi Musica e Grande Guerra e dal Museo “Il nemico era come noi”, che si sono avvalsi dell’apporto scientifico dell’l’Università del Sacro Cuore di Brescia e Istoreco.

Teatro Bismantova. Nel foyer, durante l'orario d'apertura, si può visitare “Trincea, soldati tra vita e morte nella grande guerra” un itinerario in 15 grandi pannelli che documentano la vita quotidiana dei soldati. In tutta Europa si scavarono centinaia di chilometri di trincee.. Questi lunghi corridoi, profondi poco meno di due metri, comparvero da subito anche sul fronte italiano. Le trincee furono la “casa” dei soldati, il luogo dove i militari impegnati al fronte vissero per settimane, per mesi, tra una battaglia e l'altra. La mostra consente di comprendere come vennero costruite e quale fosse la vita di un soldato al loro interno, come dormissero, mangiassero e quali fossero i problemi di tutti i giorni. In molte testimonianze si possono leggere gli stati d'animo, le emozioni, le paure, la voglia di scappare da quell'inferno. Ma si possono anche cogliere le cronache di vita reale, di come fosse stata organizzata questa convivenza sul fronte, vicino al proprio nemico. E si scopre come, contro l’angoscia del pericolo, alcuni riuscissero a medicare lo spirito con opere di vera cultura.

Castello di Sarzano. Qui è allestita la mostra “Prigionieri dimenticati”. Furono 600.000 i soldati italiani fatti prigionieri tra il 1915 e il 1918; in alcuni casi la loro prigionia si svolse in località che diverranno tristemente celebri durante la seconda guerra mondiale, ma che già durante la Grande Guerra procurarono sofferenze e morte. I principali campi di prigionia furono a Mauthausen (in Austria), a Theresienstadt (in Boemia), a Rastatt (nella Germania meridionale) e a Celle (Bassa Sassonia). Su questa tragedia dimenticata è nata la mostra incentrata sul lager di Celle.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google