Gazzetta di Reggio

lirica

L’omaggio di Barbacini al grande Tagliavini

CASALGRANDE. Inimitabile il suo attacco della Furtiva lagrima: piano ma nitido e di velluto. Ma non solo per questo era maestro Ferruccio Tagliavini. Ed è venuto da Casalgrande un ricordo per il...

2 MINUTI DI LETTURA





CASALGRANDE. Inimitabile il suo attacco della Furtiva lagrima: piano ma nitido e di velluto. Ma non solo per questo era maestro Ferruccio Tagliavini. Ed è venuto da Casalgrande un ricordo per il nostro tenorissimo nel 20esimo dalla morte. È successo al De André con un recital di giovani voci, preparate da un allievo del grande artista, il tenore Paolo Barbacini. Per l'occasione si sono ascoltate alcune tra le più belle arie del repertorio belcantistico e non solo, da parte di cantanti generosi, alcuni dei quali hanno esibito un evidente talento come il giovanissimo tenore Matteo Corati. Per l'occasione, si è esibito anche Barbacini con canzoni-romanze tanto care a Tagliavini come ‘A vucchella di Tosti o Begli occhi di fata di Denza. «Ero emozionatissimo – ha detto il tenore – quando sono salito sul palco, ma l'omaggio al mio maestro era doveroso. Devo a lui la mia carriera e fondamentale è stato aver acquisito il suo modo unico di fraseggiare. E così mi affermai al concorso di Milano proprio con Werther, opera che Tagliavimi mi ha insegnato frase per frase; con me quell'anno debuttava come direttore Riccardo Chailly. La mia riconoscenza è stata totale anche perché non ha mai voluto un soldo sia per le mie lezioni che quelle di mio fratello Maurizio che poi ha scelto di diventare direttore d'orchestra». Poi Barbacini racconta un singolare episodio riferito ad un Rigoletto a Benevento: «Eravamo andati per ascoltare Elisir cantato dal nostro maestro, ma la sera dopo, rappresentavano Rigoletto senza il tenore che si era infortunato. Chiesero a Tagliavini che ebbe l'idea spiazzante ma efficacissima di farci cantare un atto per uno: Maurizio il primo ed il terzo, io il secondo ed il quarto e così “salvammo” la serata; questo episodio è citato nei libri di aneddotica teatrale». (g.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google