Gazzetta di Reggio

Piccole storie di soldati dalle sporche trincee della Grande Guerra

Piccole storie di soldati dalle sporche trincee della Grande Guerra

Perrotta sul palcoscenico del Teatro Sociale di Gualtieri con “Milite ignoto”, un monologo sugli orrori del conflitto

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GUALTIERI. Stasera e domani sera alle ore 21.30, Mario Perrotta torna al Teatro Sociale con “Milite ignoto” piccole storie di soldati nell'orrore delle trincee della prima guerra mondiale, recital di cui è autore, collaborazione alla regia Paola Roscioli, luci e suoni Eva Bruno, organizzazione Silvia Ferrari.

Biglietti d’ingresso da 14, 8 e 4 euro, i posti sono limitati, per maggiori informazioni e prenotazioni telefono 329 1356183.

«Ho scelto questo titolo, Milite Ignoto – sottolinea Perrotta – perché la prima guerra mondiale fu l’ultimo evento bellico dove il milite ebbe ancora un qualche valore anche nel suo agire solitario, mentre da quel conflitto in poi, anzi, già negli ultimi sviluppi dello stesso, il milite divenne, appunto, ignoto. E – prosegue – per ignoto ho voluto intendere “dimenticato”: dimenticato in quanto essere umano che ha, appunto, un nome e un cognome. E una faccia, e una voce».

Nella prima guerra mondiale, gradatamente, anche il nemico diventa ignoto, perché non ci sono più campi di battaglia per i “corpo a corpo”, dove guardare negli occhi chi sta per colpirti a morte, ma ci sono trincee dalle quali partono proiettili e bombe anonime, senza un volto da maledire prima dell’ultimo respiro.

E nuvole di gas che coprono ettari di terreno e radono al suolo interi battaglioni senza un lamento. E aerei che scaricano tonnellate di esplosivo dal cielo e navi che sparano cannonate a centinaia di metri di distanza. Uno sparare nel mucchio insomma.

«Si poteva pensare che fosse una piccola cosa preparata in fretta, un puro contributo alla causa, invece ci siamo trovati di fronte a una delle più strepitose prove d'attore degli ultimi anni – così lo descrive Renato Palazzi sul Il Sole 24Ore – Perrotta racconta l'esperienza del conflitto - esperienza umana e politica, prima ancora che militare - attraverso una doppia, straordinaria invenzione: da un lato crea una lingua, un particolare impasto di dialetti, veneto, lombardo, toscano, napoletano, sardo, eco della molteplicità, del convergere di un popolo che si incontra per la prima volta in trincea, ma anche metafora di una perdita di identità nell'immane massacro. Dall'altro la usa per evocare percezioni in primo luogo sensoriali, l'impatto uditivo, olfattivo, tattile con la guerra da parte di contadini analfabeti. L'effetto è assolutamente sconvolgente».

Il testo dello spettacolo - scelto da Rai Radiotre per le iniziative del centenario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra - si ispira al volume “Avanti sempre” di Nicola Maranesi e al progetto “La Grande Guerra, i diari raccontano” a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi, un progetto nato in collaborazione con gruppo editoriale L'Espresso e Archivio Diaristico Nazionale (espressonline.it/grandeguerra/).

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