Gazzetta di Reggio

TEATRO

"Orfeo ed Euridice" apre al Piccolo Orologio

"Orfeo ed Euridice" apre al Piccolo Orologio

La stagione 2015-2016 al via con un classico rivisitato dal maestro argentino Brie e che tratta il tema difficile dell'eutanasia e dell'accanimento terapeutico

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REGGIO EMILIA. Il Teatro Piccolo Orologio apre il sipario sulla Stagione 2015/2016, la quinta sotto la gestione del Centro Teatrale MaMiMò, ospitando il maestro argentino César Brie con “Orfeo ed Euridice”.

Lo spettacolo, che va in scena sabato 24 ottobre alle ore 21 e domenica 25 alle ore 17 sul palcoscenico di via Massenet, sarà messo in scena dalla compagnia Teatro Presente/Eco di Fondo con Giacomo Ferraù e  Giulia Viana.

Uno spettacolo forte e poetico, dedicato ad un tema importante, difficile e controverso, come l’eutanasia e l’accanimento terapeutico.

Lo fa partendo da una “normale” storia d’amore, con protagonisti due giovani e le loro vite, fino a quel drammatico, tragico incidente.

L’amore spezzato, la veglia ad un corpo inerme e senza reazioni, Orfeo, che con la sola forza del proprio canto cerca di strappare la sua Euridice al regno dei morti. Inevitabilmente riecheggiano durante lo spettacolo altri fatti che sono stati oggetto di discussione dell’opinione pubblica, a partire innanzitutto dalla vicenda di Eluana Englaro.

Il Teatro che interroga il presente attraverso un “fatto di cronaca”, e attraverso la forza dirompente dell’emozione messa sul palco stimola e divide gli spettatori e le loro coscienze.

“Senza offrire risposte – dice l’autore e regista César Brie - lo spettacolo interroga lo spettatore sulla forza e la grandezza del sentimento d'amore”.

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La vicenda che viene presentata impegna i due attori ad indossare e affrontare ruoli diversi (l’infermiere, il fidanzato, le suore, i giudici)  che spaziano dai toni drammatici ad altri più irrazionali e “assurdi”, sviscerando i diversi punti di vista sulla vicenda.

“E se lei ritornasse? E se lei si svegliasse un giorno? E se un mattino aprisse gli occhi? È il tuo canto che la tiene in vita? Lasciarla andare significa ucciderla? O è lasciar andare la tua di speranza? Il gesto più puro, l’amore che si afferma nella perdita?”.

L’Ade non è più il regno dei morti, ma il regno dei non morti. L’Ade è in realtà, così come viene mostrato nello spettacolo, il risultato di una prassi medica tecnicamente così progredita da poter impedire a qualcuno di morire, ma ancora così indietro da non permettergli di riacquistare le proprie facoltà.  

L’analogia tra il mito e la vicenda narrata continua nella ricerca da parte di Orfeo, con la sola forza del suo canto d’amore, per strappare la sposa Euridice dal regno dei morti.

Ma la possibilità di mantenere un rapporto tra i due amanti sembra compromessa per sempre. La vita continua a rimanere sospesa ad un filo, un filo elettrico, che tiene in funzione le macchine.

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In questa versione del mito, in qualche modo, Orfeo vuole voltarsi perché l’ama e voltandosi potrà finalmente perderla nell’infinito amore.

César Brie nasce a Buenos Aires, arriva in Italia a 18 anni con la Comuna Baires, gruppo teatrale di cui è cofondatore, recitando in più produzioni, dirette da Renzo Casali e Liliana Duca.

Si separa dalla Comuna nel 1975 e comincia a sviluppare un’arte apolide, a stretto contatto con le molte realtà incontrate in una vita passata per scelta in esilio. Nel 1991, fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes.

Con questo gruppo ha creato spettacoli che partono dalla storia o dai classici, ma calati profondamente nell’attualità: una serie di lavori esemplari destinati a girare il mondo.

Oggi Cesar Brie è ancora in Italia come pedagogo, e come autore/attore e collabora con diverse realtà teatrali italiane e giovani compagnie emergenti.

Giacomo Ferraù e Giulia Viana sono due giovani attori, diplomati nel 2007 all’Accademia dei Filodrammatici di Milano.

Quell’anno vincono il progetto Fetus, Aia Taumastica, con Il più bel giorno della mia vita. Nel 2010 vincono il bando Presenze e il bando Schegge, con lo spettacolo Bestie (I Candidi). In finale a Premio Scenario infanzia 2012 con Nato ieri e nel 2014 vincono il Premio Pradella.

Biglietti: 14€ e 12€. Per informazioni e prenotazioni: biglietteria@teatropiccolorologio.com, www.mamimo.it, 0522-383178 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30.

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