Gazzetta di Reggio

DANZA

Ballerini danzano tra le opere della collezione Maramotti

Giulia Bassi
Ballerini danzano tra le opere della collezione Maramotti

Una performance esclusiva degli artisti del coreografo Hofesh Shechter. Poi la prima italiana di “deGeneration” al teatro Cavallerizza il 7 e 8 novembre

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REGGIO EMILIA. Ritorna la grande danza negli spazi della Collezione Maramotti che  accoglieranno una performance specific site originale, creata da Hofesh Shechter appositamente per questo luogo, in dialogo con le opere d'arte e l'architettura che le ospita.

L’evento è incluso nel calendario del Festival Aperto e nasce da una collaborazione tra Collezione Maramotti, Max Mara e Fondazione I Teatri: una sinergia che  ha avuto inizio nel 2009 con il coinvolgimento di Trisha Brown Dance Company, e si è consolidata negli anni con appuntamenti biennali, Shen Wei Dance Arts nel 2011 e Wayne McGregor | Random Dance nel 2013, con l'obiettivo di vivificare un dialogo fra coreutica e arte visiva.

Il programma prevede una esclusiva performance negli spazi della Collezione (dal 3 al 5 novembre - quattro repliche) e la prima italiana dello spettacolo ‘deGeneration’ alla Cavallerizza (7-8 novembre).

Il lavoro di Hofesh Shechter per la Collezione Maramotti costituisce un'esperienza unica: la sola precedente occasione in cui la compagnia si è confrontata con uno spazio non teatrale è stata la presentazione di alcuni estratti di ‘Political Mother’ adattati agli ambienti della Saatchi Gallery di Londra.  

Lo stile che in questi anni ha consacrato Hofesh Shechter trae ispirazione dalla danza popolare mediorientale e nordeuropea, ripresa in chiave contemporanea attraverso vigorose coreografie di gruppo e contrappunti solistici permeati da un ritmo intenso e trascinante.

Le spettacolari coreografie che porta in scena sono interpretate da danzatori “abitati” da un’energia elettrica, una fisicità quasi selvaggia, e sono accompagnate da musiche potenti, spesso a cura dello stesso Shechter, che le compone.

“La musica per me è una sorta di carburante emozionale. – afferma Shechter - Agisce come una struttura, scandisce i ritmi e crea un’atmosfera, delle regole, dei pensieri. La musica è importante come la danza ed è un grande elemento di connessione. Essere capaci di vedere un lavoro come una totalità, visiva e sonora, significa che esso è più completo nel suo riuscire a trasmettere energia. La musica è la ragione per cui io mi occupo di danza”.  

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Il lavoro intenso di Shechter, percorso dalle tensioni e dalle inquietudini che attraversano il mondo odierno, indaga gli aspetti oscuri dell’agire umano sul piano psicologico, sociale e antropologico. Le composizioni spesso evocano una necessità di protezione e riparo dell’individuo che, di fronte all’ostilità del mondo e alla propria insicurezza emozionale, tende a ripiegare su se stesso.

Interpreterà le coreografie oltre a Sita Ostheimer, già danzatrice della Hofesh Shechter Company, la Shechter Junior fondata quest’anno come forte risposta verso le scarse opportunità offerte ai giovani nel mondo della danza.

E’ una compagnia di danzatori internazionali tra i 18 e i 25 anni, selezionati tra oltre mille, di cui è alla guida. Il progetto, nato per la formazione professionale dei giovani più talentuosi, rappresenta per Shechter uno strumento per incanalare la vitalità giovanile dei danzatori e lo scambio reciproco di energia tra le sue due compagnie.

 

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