Prorogate al 2016 le mostre di Ligabue e Pietro Ghizzardi
Che Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi, accoppiata vincente, grazie all’impegno scientifico e organizzativo del Centro Studi e Archivio “Antonio Ligabue” di Parma, divenissero protagonisti di Expo...
Che Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi, accoppiata vincente, grazie all’impegno scientifico e organizzativo del Centro Studi e Archivio “Antonio Ligabue” di Parma, divenissero protagonisti di Expo non sarebbe stato facile prevedere, ma tali sono stati proclamati dal pubblico sia negli spazi di Eataly, sia nelle mostre di Mantova, Palazzo della Ragione, che in quella al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci in Fontanellato. Proprio per il successo ottenuto, le mostre mantovana e parmense vengono prorogate, in modo ma da segnare le prime settimane del 2016 sotto il segno di due straordinari artisti che sono stati ormai riconosciuti come protagonisti dell’arte del secolo da poco finito, aprendo di fatto un confronto parallelo originale, che ha trovato il pubblico sorpreso ed entusiasta. Lo dicono i numeri dei visitatori, che sono ad oggi, in entrambi i casi oltre le 30mila unità per ciascuna esposizione.
Così la mostra di Mantova (Museo della Follia) è stata prorogata fino a domenica 10 gennaio 2016 e quella di Fontanellato al 17 gennaio 2016. Per l’ingresso a quest’ultima e per tutta la durata della proroga dopo le ore 16, si pagherà 15 euro invece di 18 per il biglietto intero e 12 euro invece di 15 per quello ridotto.
Da Mantova e Fontanellato inoltre partirà un tour internazionale dei due artisti, poiché al presidente del Centro Studi, Augusto Agosta Tota, hanno già manifestato interessamento alcuni gruppi di musei francesi e tedeschi, oltre che una opportunità di presenza significativa negli Stati Uniti, scegliendo le opere tra i capolavori esposti nella mostra Arte e Follia di Fontanellato: da qui un ulteriore motivazione alla proroga delle esposizioni. Inoltre un museo tedesco, due magnati russi e un emissario del Regno del Bahrain nel Golfo Persico hanno dimostrato la volontà di acquisire una pregevolissima opera di Ligabue, un magnifico Leopardo degli anni ’50 olio su faesite esposta ad Expo a rappresentare il Novecento italiano per l’Emilia-Romagna. Ma rimarranno delusi perché il proprietario del dipinto ha affermato di non avere alcuna intenzione di vendere il quadro.
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