deGeneration alla Cavallerizza tra giochi di potere e intimità
Il progetto Hofesh Shechter, incluso in Festival Aperto 2015, presenta in prima italiana deGeneration
REGGIO EMILIA. Il progetto Hofesh Shechter, incluso in Festival Aperto 2015, dopo l'esclusiva performance alla Collezione Maramotti, presenta ora una prima italiana: deGeneration, al teatro Cavallerizza sabato 7 novembre alle 20.30 e domenica 8 alle 18.
deGeneration vedrà in scena la giovane compgnia Shechter Junior e si compone di tre parti: Cult (2004) e Fragments (2003), due tra i lavori meno noti del coreografo, accanto al premiato Disappearing Act (2015).
I temi principali di Cult (2004) sono i giochi di potere nella società e le lotte da essi provocate, e riportano a dinamiche ricorrenti nell’opera del coreografo: l’individuo con o contro il gruppo, il tentativo di unirsi per dare senso alla vita e raggiungere un’armonia personale e sociale. Fragments (2003) è un duetto che esplora la relazione intima tra un uomo e una donna, in cui si alternano gravità e ironia, gioco di potere e di seduzione, pragmatismo e sensualità. Disappearing Act (2015) riprende i motivi dei due pezzi precedenti in uno slancio più corale basandosi su una creazione del 2012 appositamente riadattata a e ispirata dai giovani interpreti della nuova formazione Shechter Junior.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.12402651:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12402651:1649485750/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Hofesh Shechter è spesso definito “coreografo israeliano”, anche se vive a Londra da oltre quindici anni. Lo stile che lo ha consacrato trae ispirazione dalla danza popolare mediorientale e nordeuropea, ripresa in chiave contemporanea attraverso vigorose coreografie di gruppo e contrappunti solistici permeati da un ritmo intenso e trascinante.
Le spettacolari coreografie che porta in scena sono interpretate da danzatori “abitati” da un’energia elettrica, una fisicità quasi selvaggia, e sono accompagnate da musiche potenti, spesso a cura dello stesso Shechter, che le compone.
“La musica per me è una sorta di carburante emozionale. Agisce come una struttura, scandisce i ritmi e crea un’atmosfera, delle regole, dei pensieri. La musica è importante come la danza ed è un grande elemento di connessione. Essere capaci di vedere un lavoro come una totalità, visiva e sonora, significa che esso è più completo nel suo riuscire a trasmettere energia. La musica è la ragione per cui io mi occupo di danza” (H. Shechter).
Il lavoro intenso di Shechter, percorso dalle tensioni e dalle inquietudini che attraversano il mondo odierno, indaga gli aspetti oscuri dell’agire umano sul piano psicologico, sociale e antropologico. Le composizioni spesso evocano una necessità di protezione e riparo dell’individuo che, di fronte all’ostilità del mondo e alla propria insicurezza emozionale, tende a ripiegare su se stesso.
Come forte risposta verso le scarse opportunità offerte ai giovani nel mondo della danza, nel 2015 Hofesh Shechter ha creato la Shechter Junior, una compagnia di danzatori internazionali tra i 18 e i 25 anni selezionati tra oltre mille, di cui è alla guida. Il progetto, nato per la formazione professionale dei giovani più talentuosi, rappresenta per Shechter uno strumento formidabile per incanalare la vitalità giovanile dei danzatori e lo scambio reciproco di energia tra le due compagnie, la Hofesh Shechter Company e la Shechter Junior.
Quest’ultima sarà la protagonista di entrambi gli appuntamenti in calendario a Reggio Emilia, per una precisa scelta del coreografo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
