Il calendario storico dei carabinieri dedicato all’arte
Presentata dal comandante provinciale di Reggio Emilia, il colonnello Antonino Buda, l'edizione 2016 del calendario dell’Arma, che dialoga con il mondo dell’arte.
REGGIO EMILIA. È stato presentato il nuovo calendario dell’Arma dei carabinieri. L’edizione del 2016 è molto particolare: ha deciso di dialogare con il mondo dell’arte. D’altronde non è la prima volta che i carabinieri si occupano di opere artistiche: dal 1969 esiste il Comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale che, a difesa del vastissimo patrimonio artistico italiano, ha recuperato opere rubate, fermato il commercio illegale delle antichità, ritrovato preziose refurtive.
Così è nata l’idea d’inventare un percorso nell’arte moderna, inserendo però una serie di piccole trasformazioni surreali: i carabinieri, infatti, entrano nei dipinti. In copertina, la fiamma – simbolo dei carabinieri – si staglia tra le volute geometriche e nitide riprese da un’opera di Giacomo Balla, nei colori che contraddistinguono la bandiera italiana (il verde, il bianco e il rosso), l’Arma dei carabinieri (il blu e ancora il rosso), l’azzurro del vessillo europeo e il celeste dell’Onu. Poi le tavole interne. Gennaio è dedicato a Giovanni Boldini: alla giovane donna e al figlio dipinti dall’artista si affianca la figura di un carabiniere, marito e padre.
Febbraio è nel segno di Amedeo Modigliani. Nelle tinte forti di Henri de Toulouse-Lautrec si apre marzo: nell’opera è stato però incastonato l’elemento più caratterizzante della divisa del carabiniere, il mantello foderato di rosso.
In Aprile la figura del maresciallo, attento e paterno tutore del territorio, fa capolino nel quadro di Vincent Van Gogh. Maggio è nel segno del candore arcaico di Henri Rousseau, giugno in quello di Georges Seurat. Nelle pagine centrali del calendario, l’opera “I papaveri” di Monet è rivisitata con la semplice aggiunta di una pattuglia di carabinieri, la cui presenza appare protettiva e rasserenante.
Luglio è dedicato a Giorgio de Chirico: nelle vesti di un generale dell’800 è lo stesso pittore in sella a uno dei suoi cavalli riccioluti. Agosto, con Salvador Dalì, porta la fantasia al livello del Surrealismo. Nei mesi successivi una serie di tavole ispirate ai Futuristi: settembre è di Umberto Boccioni, ottobre di Giacomo Balla, novembre di Mario Guido Dal Monte, dicembre di Carlo Carrà.
La conclusione del calendario è affidata a René Magritte: una pattuglia di carabinieri procede serena verso il futuro nell’adempimento del proprio dovere.
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