Omaggio al Quartetto con gli archi della Scala
Questa sera (ore 21) nella cornice di Palazzo da Mosto
REGGIO EMILIA. Settanta anni fa, il 14 novembre 1945,due giorni dopo il debutto di Carpi, il Quartetto Italiano si esibì per la prima volta nella città dove alcuni mesi prima si era costituito. Era il 20 agosto 1945 infatti, quando i quattro giovani musicisti, il violinista Paolo Borciani, la violinista Elisa Pegreffi, il violista Lionello Forzanti (poi, presto sostituito da Piero Farulli) e il violoncellista Franco Rossi si trovarono nella casa di Corso Garibaldi 32 per dar vita, sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, ad una formazione quartettistica. I quattro "cavalieri dell'arco" (così li definirà il critico e musicologo Giulio Confalonieri), ben presto intrapresero una brillante carriera raccogliendo trionfali successi, mentre negli anni furono protagonisti di una decisa evoluzione nel modo di porsi di fronte al testo musicale, anche in seguito all'incontro con il grande direttore d'orchestra Wilhelm Furtwängler. Un lungo percorso così sintetizzato da Paolo Borciani in un'intervista. «Siamo pervenuti ad una concezione diversa, passando dal compiacimento edonistico alla creazione di un suono magari meno “bello”, ma più vero, e soprattutto subordinato alla coerenza del discorso e al senso architettonico della forma musicale».
Questa sera, alle ore 21, la rassegna Soli Deo Gloria Reggio Iniziative Culturali, ricorda la celebre formazione con un concerto che vede protagonisti, nella splendida e prestigiosissima cornice di Palazzo da Mosto messa a disposizione dalla Fondazione Manodori, il Quartetto d'Archi della Scala, affiancato da Fabrizio Meloni, primo clarinetto solista, e dalla giovane pianista Manila Santini.
Ben tre componenti l'organico - Francesco Manara primo violino, il clarinettista Fabrizio Meloni e la pianista Manila Santini - sono legati a Reggio in quanto docenti del nostro Istituto Musicale "Achille Peri". Musicisti di prim'ordine alla prese con due tra le più belle composizioni di musica da camera quali il Quintetto con pianoforte op. 34 di Brahms ed il Quintetto con clarinetto KV. 581 di Mozart.
Una scelta ben precisa, proprio pensando alla dedica, in quanto sono le sole ed uniche composizioni che il Quartetto Italiano affrontò in concerto in tutta la sua lunga carriera fuori dal repertorio quartettistico in senso stretto.
Il Quintetto di Mozart fu interpretato con il clarinettista Pierre Antoine de Bavier e del pezzo brahmsiano al qual prese parte il grande pianista Maurizio Pollini, esiste la splendida registrazione per la Deutsche Grammophone.
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