Gazzetta di Reggio

FESTIVAL APERTO

Vite “difficili” nel segno di Pirandello

Attori fuori dagli schemi stasera e domani alla Cavallerizza

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REGGIO EMILIA. «La vita non conclude», scriveva Luigi Pirandello. È mille sfaccettature e mille opportunità, non la si può chiudere in un solo significato, catalogando le persone con una definizione. Con questa consapevolezza questa sera (ore 20.30) e domani pomeriggio (ore 18) saliranno sul palco del teatro Cavallerizza 18 attori e attrici fuori dagli schemi: utenti psichiatrici che, insieme a tre volontari e tre operatori, porteranno in scena lo spettacolo "Non sa di nomi, la vita", liberamente tratto dalla commedia dello scrittore siciliano "Sei personaggi in cerca d'autore", con la regia di Andreina Garella. È la nuova produzione di Festina Lente Teatro, che dal 2003 collabora con il Dipartimento di Salute mentale di Reggio e Scandiano nel progetto Teatro e salute mentale. Lo spettacolo rientra nel cartellone di "Festival Aperto", rassegna organizzata dalla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia.

Con "Non sa di nomi, la vita" si conclude la trilogia ispirata a Pirandello, iniziata con l'adattamento di "Uno, nessuno e centomila" e proseguita, la scorsa stagione, con quello di "Enrico IV".

Vite “difficili”, quelle che calcheranno le scene. Gli attori, mai personaggi ma sempre persone, con la loro la loro sensibilità e creatività, tra verità e finzione, contenderanno lo spazio scenico alle convenzioni sociali, alla prepotenza, nel tentativo di liberarsi dalle imposizioni che imprigionano ed etichettano chi soffre di una qualsiasi forma di disagio. Alla forma si impone la vita autentica, irrompe sul palcoscenico e mette in crisi la finzione.

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