L'acqua è multimediale con Punto Triplo
A Cadelbosco Sopra arrova il nuovo spettacolo della compagnia Pietribiasi/Tedeschi. La regista: "E' il frutto di un anno di lavoro e ricerca"
CADELBOSCO SOPRA. Tre performer, due videoproiettori e una kinect mettono in scena i cambiamenti di stato dell'acqua. Punto Triplo è l'opera multimediale della compagnia Pietribiasi/Tedeschi, andrà in scena venerdi 19 (ore 21) all’Altro Teatro di Cadelbosco di Sopra.
Lo spettatore è al centro di suggestioni video e sonore, immerso in parole, grafici, formule e movimenti danzati. La regista Cinzia Pietribiasi (è anche attrice, danz’autrice e insegnante di tecniche teatrali) racconta questo interessante progetto teatrale.
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Danzatori, artisti, musicisti e videomakers. Cosa vedremo all’Altro Teatro?
"Il pubblico avrà l'occasione di vedere uno spettacolo nato da un'intensa ricerca durata un anno. Abbiamo mescolato codici e linguaggi nel tentativo di inventare qualcosa di nuovo e unico. Con me e Pierluigi Tedeschi hanno collaborato i danzatori Davide Tagliavini e Tommaso Monza, il compositore e batterista Alfredo De Vincentiis, lo scenografo e scultore Luca Prandini e il videomaker e artista della “kinect” Samuele Huynh Hong Son".
L’eclettismo e la trasversalità sono caratteristiche della vostra poetica. Seguite ogni volta lo stesso metodo di lavoro?
"Ovviamente no! Sarebbe troppo facile e a noi piacciono le cose difficili o impossibili! Ogni spettacolo ha una sua propria storia e nasce da necessità diverse. Alle volte iniziamo a costruire lo spettacolo partendo dal testo, altre volte da elementi scenografici o da immagini. In Punto Triplo siamo partiti da un concetto di termodinamica e dalla camera ad infrarossi “kinect” usata nei videogiochi".
Tra teatro d’attore e performing art/new media, il teatro di ricerca è pronto per offrirsi a un pubblico di non addetti ai lavori?
"Penso proprio di sì. Purtroppo il teatro di ricerca soffre di un pregiudizio. Molti pensano che questo tipo di teatro parli linguaggi astrusi e incomprensibili e si rivolga solo a pochi addetti ai lavori. Vogliamo offrire un'esperienza che coinvolga tutti i sensi, poetica e intima allo stesso tempo".
E’ complicato fare il vostro lavoro da Reggio Emilia?
"Reggio Emilia è la nostra sede operativa, la nostra casa e il nostro humus. A Reggio Emilia lavoriamo. Non è complicato lavorare qui soprattutto perché noi vogliamo portare i nostri lavori anche fuori da questa città. Ci è capitato di fare spettacoli a Torino, Padova, Bologna, Roma e Napoli. E ora ci stiamo organizzando per portarli all'estero".
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