«Bisogna investire di più nella cultura ma nessuno lo fa»
La denuncia del giornalista-scrittore Gian Antonio Stella. In scena con “Vandali! L’assalto alle bellezze d’Italia”
REGGIO EMILIA. «Tanti governi si riempiono la bocca annunciando che investiranno in cultura, poi i fatti raccontano altre storie». Non usa mezzi termini il giornalista e scrittore Gian Antonio Stella quando viene sollecitato a parlare del patrimonio artistico e culturale del Bel Paese. E non userà mezzi termini anche venerdì 27 novembre, alle 20.30, sarà al Centro internazionale Malaguzzi con lo spettacolo - denuncia “Vandali! L’assalto alle bellezze d’Italia”, ispirato all’omonimo libro che Stella ha scritto con Sergio Rizzo.
Una performance eccezionale di parole e musica che vede il giornalista-scrittore nelle vesti del narratore, accompagnato da Gualtiero Bertelli (voce, chitarra e fisarmonica e dai suoi musicisti). Un reading che farà riflettere, organizzato in occasione dei 25 anni della delegazione reggiana del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) impegnata nella salvaguardia, nella tutela e nella promozione del patrimonio artistico, culturale, architettonico e ambientale del nostro territorio e del Paese.
Stella, quale è, secondo lei, la ricetta per salvare il nostro patrimonio culturale?
«I governi – attacca – devono capire che bisogna investire di più in cultura. I dati invece parlano dell’esatto contrario. Basti pensare all’Italia del 1955: era povera, usciva dalla guerra, aveva molte città ancora piene di macerie. Ebbene quell’Italia destinava alla cultura lo 0,80% del Pil. L’Italia di oggi, certo in crisi ma comunque più ricca, vi destina soltanto lo 0,19%».
Dopo i tragici fatti di Parigi tanta gente ha paura di andare a teatro, al cinema, di viaggiare. Il nostro patrimonio è ancora più in “pericolo”?
«Questi assassini sono dei barbari, non sanno nulla di arte, ad esempio non si sono fatti scrupoli a distruggere Palmira. Non avrebbero sicuramente problemi a distruggere altre bellezze. Però credo che ci sia un pericolo maggiore che riguarda il turismo religioso, quindi penso ai pellegrinaggi, al giubileo».
Veniamo a Reggio Emilia. Ci è già stato altre volte e se sì, che cosa le piace soprattutto della nostra città?
«Ha un centro storico molto bello: penso ad esempio alla basilica di San Prospero, alla Sala del Tricolore dentro il palazzo municipale”.
Reggio ha conosciuto una forte cementificazione e ora, complice la crisi, c’è il problema dei palazzi invenduti: secondo lei quali scelte devono fare le amministrazioni per evitare che ciò si ripeta?
«La cementificazione è un problema comune a molte città italiane. Il consumo del suolo (cementificato) in Europa è del 4,3%, in Italia del 7,8% (dati Ispra). In Emilia, ad esempio nel ’56 era sotto l’1%, ora è sopra l’8%. Questi sono solo alcuni dati. È indispensabile, ora, il recupero dell’esistente».
Dunque “Vandali! L’assalto alle bellezze d’Italia” è una sorta di appello.
«È una denuncia di quel che succede in giro per il Paese. Dal tempio di Apollo a Selinunte ingabbiato per undici anni dalle impalcature perché nessuno le smonta. Alla campagna veneta di Palladio e del Giorgione “intossicata” da un caos di villette, ipermercati e capannoni. Dai mosaici di Pompei che si sgretolano perché l'ultimo mosaicista è in pensione da un decennio, mentre il commissario compra mille bottiglie di vino “pompeiano” da 55 euro e ne spende 103mila per censire 55 cani randagi. Alla tenuta agricola di Cavour tra le risaie vercellesi cannibalizzata dai teppisti. Eravamo i primi al mondo nel turismo: siamo precipitati per competitività al 28° posto. Una classe dirigente seria sarebbe allarmatissima. La nostra invece no. Anzi, la cattiva politica è tutta concentrata su se stessa. E si tiene stretti tutti i privilegi».
Venerdì sera al Malaguzzi si parlerà di questo e di molto altro. Per lo spettacolo ci sono ancora biglietti disponibili (25 euro), sono in vendita presso la Libreria del Teatro in via Crispi 6, al negozio Il Ricevimento in via San Nicolò 4, alla Galleria de’ Bonis in viale Dei Mille 44, alla sede dell’Arci Reggio in viale Ramazzini 72; on line su http://www.ticketland1000.com
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