Con Conte musica, velluto e “graffi”
Il teatro Valli gremito per l’avvocato di Asti e i suoi dieci formidabili strumentisti
REGGIO EMILIA. La voce è di quelle intense e profondissime, velluto che all’improvviso riesce a graffiare l’anima, rapita nell’ascolto. E quando non è la voce sono le mani di Paolo Conte a fare musica, battendo il ritmo di quella, magistralmente eseguita, dai suoi dieci meravigliosi e poliedrici strumentisti, ciascuno protagonista di piccoli gioielli incastonati nelle due ore di magia che anche martedì sera Conte ha saputo creare; il teatro Valli gremito, ancora una volta, come sempre, per lui.
Protagonista il suo ultimo lavoro “Snob”, ma anche i grandi storici successi. Musica e colori, quelli delle luci riflesse come eco ai testi delle canzoni su un drappo bianco unico sufficiente sfondo, hanno rapito i piedi, più volte a stento trattenuti, e l’anima del pubblico che si è lasciato andare, soprattutto nel secondo tempo, a frequenti manifestazioni di entusiasmo. In fine tutti in piedi ad applaudire il maestro. (m.f.)
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