Gazzetta di Reggio

la performance

Pagine che si sfogliano e suonano con Beneventi

di Giulia Bassi
Pagine che si sfogliano e suonano con Beneventi

Oggi doppia esibizione del percussionista reggiano con lo “strumento” ideato da Battistelli

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REGGIO EMILIA. Interessante ed originale performance dell’eclettico percussionista Simone Beneventi ospite del Festival del Libro d’artista nell’ambito del quale si esibirà oggi pomeriggio alle 18.30 e questa sera alle 21.

Suonerà in anteprima l’esemplare realizzato dall’artista reggiano Giuseppe Bussi del “Libro celibe” ideato nel 1976 da Giorgio Battistelli. Il compositore che per 150 del Teatro Valli creò l’opera “Miracolo a Milano”, nel 1976 era poco più che un ragazzo.

Lo affascinavano l’alchimia, la psicologia e le macchine celibi di Marchel Duchamp. Ispirato al geniale avanguardista francese, al concetto di un’opera capace di vivere in piena autonomia, liberata dal vincolo matrimoniale con l’interprete, inventa un libro che é partitura tridimensionale, che si rende performance nel semplice, connaturato gesto dello sfogliare. Questa azione, infatti, rende performative le pagine sonore del “libro celibe”, costruite dal compositore con carta, cartone, pelle, metallo, legno.

Una partitura-libro che non necessita di esecuzione ma che può diventarlo, che è già musica nella stessa materia di cui è fatta, racconto sonoro svincolato dall’appuntamento con la risonanza. Questa partitura-opera d’arte è stata creata in quattro copie: due esemplari sono stati venduti a collezionisti europei, due sono rimasti all’autore. Perché “Il libro celibe” é tale in quanto opera visiva che muta in opera musicale, se stimolata dall’interprete.

Manipolando, strappando, appallottolando, sfregando, grattando in infinite modalità di tocco, tutte minuziosamente previste nella partitura-racconto tracciata dall’autore, ecco che la lettura del libro diviene drammaturgia di suoni, racchiusa in questa silenziosa scatola sonora, evocata dalle mani in azione sulle pagine, che esaltano la specifica essenza di ciascuna, sino al gioco di prestigio dell’illusione finale: da quelle stesse dita la musica poi svanisce, sparisce sottile soffiata via poco a poco, per tornare al tutto muto dell’opera in quanto tale.

Bussi ha lavorato seguendo fedelmente le indicazioni di materiali e drammaturgie ricevute dallo stesso Battistelli, ma con accorgimenti che oltre ad essere sorprendenti sul piano estetico ne hanno potenziato l’effettivo risultato sonoro grazie alla scelta di materiali particolarmente risonanti e a installazioni di micro camere di risonanza e l’uso di legni molto sonori. La performance sarà preceduta da una presentazione della musicologa Monica Boni, direttrice della biblioteca Gentilucci dell’Istituto Peri, per introdurre al pubblico la portata poetica ed estetica di questo singolare progetto.

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