Gazzetta di Reggio

Ubu 2015 a Progetto Ligabue

di Miriam Figliuolo
Ubu 2015 a Progetto Ligabue

Ieri sera la consegna a Milano all’attore e regista Perrotta e alcuni artisti reggiani

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REGGIO EMILIA. “Progetto Ligabue” di Mario Perrotta si aggiudica l’Ubu 2015. E a vincere è l’intero territorio reggiano. E non è un caso che ieri sera, al Piccolo Teatro Grassi di Milano, con Mario Perrotta, vi fosse una delegazione di artisti e amministratori locali, alcuni chiamati al suo fianco dallo stesso attore e regista. Un premio che è per il teatro italiano “Il Premio”, equivalente a un Oscar. È l’Ubu, che Perrotta, non nuovo a riconoscimenti di alto livello tra i quali lo stesso Ubu – nel 2013 come Migliore attore proprio grazie al primo capitolo della trilogia “Un bès” – si è aggiudicato grazie al suo lavoro, ma anche e soprattutto a quello dei tanti artisti, tecnici e sostenitori che hanno consentito la sua realizzazione.

L’ufficializzazione è arrivata ieri sera, appunto, al Piccolo Teatro Grassi, durante la cerimonia degli Ubu 2015. La trilogia, ideata e realizzata da Perrotta in diversi anni di duro lavoro, è stata giudicata il Migliore progetto artistico o organizzativo. A contendersi il premio per questa categoria erano arrivati infine in tre: oltre al Progetto Ligabue, Festival Focus Jelinek (direzione artistica e produzione Elena Di Gioia, promosso dalle associazioni Liberty e Tra un atto e l’altro) e “Le parole e la città” (un progetto del Teatro dell'Argine).

Una “gara” difficile e dall’esito non scontato, come anche l’altra che non lo ha visto salire sul podio ma per la quale comunque era in lizza con il suo ultimo progetto “Milite ignoto-quindicidiciotto”: nella categoria Migliore novità italiana o ricerca drammaturgica. Qui ad avere la meglio è stato Lehman Trilogy di Stefano Massini, in gara con il lavoro di Perrotta sulla Grande Guerra e Stasera sono in vena di Oscar De Summa.

Nel corso della serata, organizzata dall’Associazione Franco Quadri, e presentata da Federica Fracassi, con Roberto Dell’Era, tra gli altri è stato consegnato anche il premio Quadri al compositore teatrale tedesco Heiner Goebbels.

IL PROGETTO LIGABUE. Il progetto si sviluppa in tre stadi e ruota intorno alla figura di Antonio Ligabue e al suo rapporto con i luoghi che segnarono la sua esistenza e la sua creazione artistica: la Svizzera, dove nacque e visse fino ai diciotto anni; il territorio di Gualtieri, sulle rive del Po, e le sponde reggiane e mantovane dello stesso fiume, dove produsse gran parte dei suoi quadri e delle sue sculture.

Il Progetto si articola in tre capitoli di cui due spettacoli intesi nel senso tradizionale del termine: “Un Bes” e “Pitùr”; e l’ultimo capitolo costituito a sua volta da tre “movimenti”, spettacoli itineranti a cielo aperto che hanno coinvolto l’intero territorio reggiano e sono raccolti nel titolo “Bassa continua”. Quest’ultimo lavoro tra il 21 e il 24 maggio di quest’anno tra Gualtieri, la Bassa mantovana e Reggio Emilia ha coinvolto circa 200 artisti di svariate discipline e un numero indefinito di tecnici, videomaker e semplici volontari. Lo spettacolo si è sviluppato lungo tre itinerari – con partenze dal San Lazzaro di Reggio Emilia, da Guastalla e dalle rive del fiume Po – che confluivano tutti nella grande piazza di Gualtieri.

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