“Italia Danza” prosegue con i giovani talenti
Questa sera protagonisti gli allievi di Michele Merola
REGGIO EMILIA. Il cartellone di Italia Danza alla Fonderia 39, in via della Costituzione, prevede una tre giorni che vede protagonisti i più piccoli. Si comincia questa sera (ore 20.30) con due tra i migliori talenti coreografici, Simona Bertozzi e Cristina Rizzo, alla prese con giovanissimi interpreti (10-14 anni), della scuola Progetto Danza di Reggio Emilia diretta da Michele Merola, per i quali hanno creato: “Prometeo: Poesia, terzo episodio” che la Bertozzi ha ideato insieme a Marcello Briguglio, su musiche di Francesco Giomi e Susumu Yokota, e “Bolerò” della coreografa torinese Cristina Rizzo.
La figura mitologica, nell' opera della coreografa bolognese, al centro di un progetto suddiviso in tre parti, si incentra sulla “consegna” da lui ricevuta che comprende la possibilità di introdurre l'umanità alla capacità di creare, di forgiare, di coltivare e costruire; interpreti sono Anna Bottazzi, Arianna Ganassi, Camilla Incerti Vezzani, Giacomo Reggiani, Letizia Violi.
«Mentre nel secondo quadro - si legge nel programma di sala - la riflessione sulla natura del “dono” si attualizza nella capacità di addentrarsi in una traiettoria d'indagine, di esercitare un linguaggio che, possa farsi luogo della visione e delle mutevoli corrispondenze fra le immagini, nel terzo trovano spazio delle figure “sottili”, scattanti, attente, luminose. “Anatomie” in crescita, tese a dirigere verso la verticale la vettorialità del proprio agire e che restano sospese anche quando si accostano al suolo, poiché non inclini all'accoglienza della forza di gravità».
Il programma della serata prosegue con “Bolerò” di Cristina Rizzo, lavoro pensato appositamente per la Biennale Danza che vede protagonisti Valentina Barbieri, Rebecca Bartoli, Maria Stella Bolondi, Viktoria Ismaele Campani, Beatrice De Ciantis, Nikole Ejov, Margherita Molinari, Eugenia Montanari alle prese con una scrittura coreografica contemporanea composta sulla musicale originale di Ravel. Qui si tratta d'immaginare la trasmissione di pratiche molto specifiche per corpi che si preparano ad una trasformazione: immaginare l'attivazione di un lume interno, qualcosa di simile ad un fuoco luminoso capace di spostare il paradigma dal dominio alla disposizione. La coreografia è strutturata per soli, duetti, terzetti che si scompongono e ricompongono in base alle caratteristiche del gruppo d'interpreti.
«Ma che cosa è effettivamente un Bolero? - si chiede la Rizzo- È come un'isola deserta, lontana dai continenti. Un luogo dove ri-cominciare. Un luogo dalle molte risonanze esistenziali».
La danza alla Fonderia 39 prosegue domani alle ore 18 e domenica alle ore 11 e alle ore 16 con lo spettacolo (particolarmente indicato per i bambini dai 5 ai 10 anni) “Clown” di Giovanna Velardi. Il soggetto è una marionetta sfrontata e grottesca che all'improvviso, indossato un tutù e un naso rosso, si libera dalle costrizioni e si trasforma in un clown danzante diventando consapevole di sé, incredibilmente vivace, incapace di stare ingabbiata, rinchiusa in un mondo di regole che la vogliono far muovere solo a comando, senza seguire il suo istinto e senza la sua vitale autonomia.(g.b.)
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