Il professor Beccaria e la lingua italiana “assediata” dall’inglese
REGGIO EMILIA. L'Italia vive da tempo una questione della lingua che tocca problemi d'identità e orgoglio nazionali. Ma il dominio dell'inglese è ormai un dato di fatto. Il linguaggio quotidiano ne...
REGGIO EMILIA. L'Italia vive da tempo una questione della lingua che tocca problemi d'identità e orgoglio nazionali. Ma il dominio dell'inglese è ormai un dato di fatto. Il linguaggio quotidiano ne fa un uso disinvolto e invasivo, mentre sempre più numerosi sono i corsi universitari tenuti in lingua inglese. Che cosa implica per il nostro patrimonio culturale l'ascesa dell'inglese come lingua veicolare? Un destino di subalternità? O viceversa l'opportunità di un arricchimento? Su questi argomenti si basa il prossimo appuntamento di Finalmente Domenica (oggi ore 11, Sala degli Specchi del teatro Valli). Ospiti Gian Luigi Beccaria e Andrea Graziosi autori del libro “Lingua madre” (Il Mulino 2015). Con gli autori dialoga Gino Ruozzi. Ingresso libero limitato ai posti disponibili.
Gian Luigi Beccaria è professore emerito dell'università di Torino, accademico dei Lincei, della Crusca, dell’Accademia delle Scienze di Torino. Ha pubblicato numerosi volumi dedicati alla lingua italiana antica e moderna, tra cui Elogio della lentezza, (Aragno, 2004), Tre più due uguale zero (a cura di) (Garzanti, 2004), Dove va la lingua italiana (Einaudi, 2010), Alti su di me. Maestri e metodi, testi e ricordi (Einaudi, 2013), Ritmo e melodia nella prosa italiana. Studi e ricerche sulla prosa d’arte (Olschki, 2013), Le forme della parola. Da Sbarbaro a De André: testimonianze sul Novecento (Rizzoli, 2013), L’italiano in 100 parole (Rizzoli, 2014).
Andrea Graziosi professore di storia contemporanea all’università di Napoli Federico II in aspettativa, e già presidente della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea, è attualmente vice presidente dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR). Specialista di storia sovietica, russa, ucraina e dell’Europa orientale.
Gino Ruozzi insegna letteratura italiana all’università di Bologna. Collabora con le riviste Italianistica, Studi e problemi di critica testuale, Filologia e critica, Proteo, Humanitas, Nuovi Argomenti, è studioso del Quattrocento, del Settecento e del Novecento, con particolare interesse per i generi aforistico ed epigrammatico.
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