Dante Cigarini l’uomo che parla con la pancia
Ricordi e progetti dell’artista conosciuto in Italia per le sue doti di ventriloquo e i suoi buffi pupazzi
REGGIO EMILIA. Dante - non il sommo poeta fiorentino, ma il ventriloquo reggiano – lo conoscono in tutta Italia perché ha l’invidiabile dono di rendere allegri i bambini e di far sorridere anche i grandi. Dante Cigarini ovviamente, l’attore, scrittore e burattinaio di casa nostra che calca i palchi di teatri, riempie di folla i grandi centri commerciali, dispensa simpatia a piene mani nelle feste di famiglia, colleziona risate con quella sua “arte dell’assurdo” che lo ha reso famoso in tutta la penisola. Da oltre trent’anni viaggia in lungo e in largo, dalla Val d’Aosta alla Sicilia, sostando nei luoghi più belli e famosi. Le scorse settimane, ad esempio, lo hanno accolto ed applaudito a Venezia, Cremona, Casalgrande, Catania. «Ho volato da Bologna – racconta - andata e ritorno in giornata. Una faticaccia ma anche una bella soddisfazione».
Evidentemente è arrivata anche laggiù la fama del suo progetto artistico che riesce a fare incontrare e fondere la rappresentazione scenica con la capacità di ventriloquismo.
«E’ una specializzazione che viene molto apprezzata – dice con comprensibile soddisfazione – nelle serate di cabaret come negli incontri aziendali, e penso possa fare perfettamente il paio con i miei pupazzi che piacciono tanto ai più piccini. Alla fine dello show ci sono sempre persone di tutte le età che chiedono di farsi un selfie al mio fianco. E io non posso che acconsentire felicemente».
Non sembrano allora tanto lontani i giorni (anche se le primavere che ha accumulato sono già un bel fardello) in cui si divertiva con Bonacini e Pelati, o quando componeva il “Trietto” con Catellani e Melloni. Gli studi e la professione di geometra non gli bastavano per cui, circa trentacinque anni fa, ha deciso di dedicarsi a quello che definisce «Il lavoro più bello al mondo, perché vivo accanto ai bambini e poi, la sera, riesco quasi sempre a tornare in famiglia. Ho, insomma, realizzato il sogno di un socialismo artistico»
In questo modo ha pure la possibilità di mantenersi in forma e lo si può incontrare, nella zona del Campovolo, mentre percorre i suoi abituali 10-12 chilometri di camminata giornaliera che servono a tenere allenati i muscoli. Quelli che usa come ventriloquo li esercita invece fra le mura domestiche. E comunque ha poco tempo disponibile perché in quasi tutti i fine settimana va in scena.
Quest’anno è stato chiamato – accade ormai da tre anni – anche al Salone internazionale salernitano delGiffoni Film Festival dove c’era pure un certo Richard Gere. «Mi piace – racconta Cigarini – animare i miei pupazzi e le maschere che muovono le mandibole che mi arrivano dall’Inghilterra, mentre tocco la mano alle persone. Chi mi sta accanto ha così la tangibile impressione di sentir parlare». E per quanto riguarda impegni futuri: «Sarò impegnato, il pomeriggio del prossimo 6 gennaio, per l’Epifania al teatro Bismantova di Castelnuovo Monti». Il tutto prima di ricominciare la sua magica “routine” intervallata da qualche trasmissione televisiva, da un seminario o da un libro che spiega quella che è la sua, a dir poco singolare, arte del ventriloquismo.
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