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Il supergruppo Desamistade suona contro tutti i fanatismi

Al teatro Herberia il concerto della formazione reggiana ripercorre le orme di Fabrizio De Andrè e riflette sui drammi attuali


09 aprile 2022 Adriano Arati


RUBIERA. Un omaggio a Fabrizio De Andrè, una riflessione sulla fede e sul fanatismo. Si preparano ad allestirli con musica e parole i reggiani Desamistade, che sabato 9 gennaio saranno i protagonisti dello spettacolo “Non avrai altro Dio” a Rubiera, alle 21.30 al teatro Herberia, nel centro del paese.

«Una serata di musica e riflessione per condividere la poesia che ci rende uomini e che ci fa combattenti contro l’ingiustizia e la violenza del fanatismo in ogni angolo del mondo», racconta la band reggiana presentando il concerto.

Il titolo non a caso richiama il primo comandamento ma anche l’attacco della splendida “Il testamento di Tito”, il brano in cui De André smontava e rimontava, l’uno dopo l’altro, i dieci comandamenti della bibbia ebraica, quelli che rappresentano anche la base del cristianesimo.

In mesi segnati da attentati, sangue e morti in nome di un credo o dell’altro, è tanto banale quanto vero sostenere che il brano, coi suoi 46 anni sulle spalle, risuona attualissimo.

Arriva d’altronde da un album, “La buona novella” inciso assieme a quella che poco dopo diventerà la PFM e ad Angelo Branduardi, che il tema del divino, e del rapporto con l’uomo, lo affrontava di petto, partendo da alcuni dei vangeli apocrifi per ricostruire la storia di Gesù sino al martirio.

Un disco che si conclude con la riflessione sui dieci comandamenti contenuta nel “Testamento di Tito”, dove Tito è uno dei due ladroni crocefissi sul Golgota accanto al Cristo, nel racconto contenuto nel vangelo arabo dell’infanzia, uno dei cosiddetti apocrifi utilizzati come spunto.

I Desamistade partono da queste tracce per la loro serata «contro l’ingiustizia e la violenza del fanatismo». Una serata che come sempre avrà la sua stella di riferimento nell’opera di De André.

Il gruppo reggiano è nato nel 2009 come tributo al cantautore genovese, e il nome proviene da un brano dell’ultimo disco inciso in vita, “Anime Salve”. La formazione è molto corposa, ben nove musicisti, e ricorda molto le band allargate degli ultimi tour di De André, con violino, fisarmonica e fiati (flauti, soprattutto) insieme allo scheletro convenzionale di chitarre, tastiere e sezione ritmica.

L’organico permette quindi di spaziare nel vastissimo repertorio di “Faber” e di pescare dai vari dischi della sua lunga carriera, dagli arrangiamenti più classici e minimali degli inizi alle contaminazioni col rock degli anni ’70 e a quelle con i suoni del mondo degli ultimi decenni, da Creuza de Ma in poi.

Una notevole “potenza di fuoco”, quindi, per riproporre la pienezza strumentale con cui i classici di De Andrè sono oggi conosciuti: è il caso de “Il Pescatore”, di cui si ricorda il roboante arrangiamento della PFM più che quello scarno dell’originale. Il biglietto d’ingresso per lo spettacolo – realizzato col patrocinio del Comune – costa 10 euro, a titolo di offerta libera con contributo minimo.

Chi vuole potrà anche lasciare offerte più sostanziose. Per informazioni e prevendite telefonare al numero 340 56.65.861 o scrivere una mail all’indirizzo desamistade.reggioemilia@gmail.com.

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