Gazzetta di Reggio

mostra

Sei artisti interpretano l’attimo

di Cristina Fabbri

Ai Chiostri di San Domenico fa tappa un allestimento itinerante

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REGGIO EMILIA. Sei artisti, oltre 150 opere, una sfida: “Fissare la realtà, il presente, il luogo metafisico in cui scorrono le vite”. Questa è, in estrema sintesi, la mostra itinerante che fa tappa ai Chiostri di San Domenico, da sabato 9 gennaio al 24, prima di partire alla volta di Stoccarda, ospite dell’Istituto Italiano di Cultura. Titolo “L’imprevedibile attimo quotidiano: frammenti di un presente già passato”, con opere di Michele Berlot, Ranieri Fornario, Giulio Giannotta, Diego Maria Gradali, Bob Rontani e Laura Stasi.

Distanti per provenienza e formazione artistica, esplorano l’estemporaneo e sfuggente attimo presente. «L’idea rapida di essere spettatori di un frammento irripetibile del tempo, per quanto quotidiano e all’apparenza insignificante – affermano –, è il tema complesso di questa mostra non convenzionale, lontana dalla tradizione espositiva delle collettive italiane».

Michele Berlot, di Firenze, realizza spazi emotivi informali, mescola i colori, sovrappone la materia, rappresenta il caos della città interiore. Ranieri Fornario di Piacenza, percorre l’infinita esperienza umana nell’arte attraverso un percorso psicanalitico, intimo e tuttavia universale. Giulio Giannotta di Matera dipinge la luce, i suoi oli su tela incontrano incidentalmente architetture immortali in contrasto a persone distratte, vicoli animati dal pulviscolo rarefatto, dall’aria calda, dalle ombre nette. Laura Stasi di Siena, con gli acrilici su tela, colloca persone e oggetti realizzati con tensione iperrealista, nella dimensione astratta, quasi concettuale, dell’attimo significativo. Diego Maria Gradali di Piacenza adotta i medium dell’esistenza domestica, sollevandoli a simboli, icone dell’effimero e del prezioso insieme, ritraendo con gli acrilici gli oggetti e i soggetti. Bob Rontani di Reggio Emilia, rafforza, con gli acrilici e alcuni materiali in sovrapposizione, l’idea dell’architettura come casa dell’esistere, trovando nel rigore visivo la regola, la dialettica, il riscatto.

L’inaugurazione sabato, alle 17, con accompagnamento musicale di Lorenzo Immovilli e buffet.

La mostra è aperta: venerdì ore 16-19, sabato ore 10-12.30 e 15-19, domenica ore 10-12.30 e 15-19. Info: 348 26.81.616.

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