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“... quello che mi pare” live al Pellicano il nuovo cd di Rinaldi

“... quello che mi pare” live al Pellicano il nuovo cd di Rinaldi

CORREGGIO. Manuel Rinaldi, cantautore rock di Guastalla, fondatore dei Pupilla e da qualche anno solista, arriva al circolo I Vizi del Pellicano di Fosdondo per presentare il suo nuovo lavoro...

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CORREGGIO. Manuel Rinaldi, cantautore rock di Guastalla, fondatore dei Pupilla e da qualche anno solista, arriva al circolo I Vizi del Pellicano di Fosdondo per presentare il suo nuovo lavoro discografico, Faccio Quello Che Mi Pare, domani sera alle ore 22, ingresso gratuito per soci Arci. Il disco esce appena un anno dopo 10 minuti il primo album da solista. «Avevo parecchie cose da dire - afferma Rinaldi - e ne ho tutt'ora, questa volta però l’ho fatto in maniera ancora più diretta sia per quanto riguarda le sonorità, sia per i testi». Il titolo dell’ album non ha bisogno di spiegazioni, è proprio da interpretare così, come dice lo stesso cantante: «mi sono rotto… adesso faccio quello che mi pare. Ho voluto prendere delle posizioni e l’ho fatto in maniera netta. I consigli su cosa bisognerebbe fare in determinate circostanze o su quale sarebbe l’atteggiamento giusto da tenere o ancora meglio restando in ambito musicale, su quale sia il sound giusto o qual’è il genere del momento mi hanno stancato, non mi interessano,mi interessa solo quello che ho voglia di fare in questo preciso istante che sto vivendo e quello che mi fa stare bene». Così è nato questo disco: «11 brani suonati, sudati e raccontati alla mia maniera - prosegue Rinaldi - con la giusta cattiveria che contraddistingue lo scenario rock, con la giusta provocazione che contraddistingue il mio stile, con la voglia di dire nel bene e ne male quello che penso. E’ un disco suonato veramente, non c’è nulla di “finto” batteria, basso e chitarre, tutto ciò che serve per creare la mia musica. Parlo di me e delle mie “paranoie” su cosa poter fare per star bene al mondo, parlo della voglia di mandare a quel paese tutti quelli che vivono perché devono e non perché vogliono, parlo della vita e del Paese in cui viviamo». Fabio Ferraboschi ha curato la produzione.

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