Gullotta è mister Charles alle prese con i fantasmi
Al Teatro del Fiume va in scena la commedia brillante “Spirito Allegro” bonaria presa di giro del paranormale per parlare delle paure di oggi
BORETTO. Stasera alle 21 appuntamento con la stagione 2015-2016 del Teatro del Fiume che presenta Spirito Allegro di Noel Coward: regia di Fabio Grossi, ricostruzioni musicali d'epoca ad opera di Germano Mazzocchetti, costumi della Sartoria Tirelli, scene di Ezio Antonelli. L'adattamento in italiano è del critico e saggista Masolino d'Amico. Il cast, oltre al personaggio dello scrittore inglese Charles interpretato da Leo Gullotta, è formato da Betti Pedrazzi (la medium Madame Arcati), Valentina Gristina (la prima moglie), Federica Bern (la seconda moglie), Rita Abela, Chiara Cavalieri, Sergio Mascherpa. Spirito Allegro è una commedia dall’aspetto classico: aderente all’epoca in cui fu scritta ed elegante per forme e per fogge. La novità è rappresentata dall’inventiva usata per raccontare il soprannaturale: espedienti scenici adatti a un’epoca più aderente al presente che alla penna di Coward e una compagnia di professionisti alla quale è stata volutamente abbassata l’immagine anagrafica per una messinscena scattante e piena di ritmo. Insomma, poco spazio all’attesa e molto di più allo stupore.
«Un testo davvero elegante, scritto bene, senza “battutine” – dice Gullotta in un’intervista – una commedia di situazione e di gran classe che tratta con ironia due argomenti il cui peso sociale, anche se sono mutate le condizioni, conserva un senso anche oggi».
Un tema di riferimento è la presa in giro del mondo del paranormale e dell'occulto, e si è indotti a pensare che l'autore volesse così esorcizzare la morte che in modo crescente, mentre incombeva l'aria della guerra, faceva sentire la sua ombra sulla Gran Bretagna e su Londra, così come nei nostri giorni aleggia la paura per quanti si sentono attorniati dal terrorismo. E se questo fa sempre reagire alla ricerca di un sorriso e di un gioco, il secondo tema, quello della caricatura ai danni della Upper Class degli anni '40, quando per prendere un caffè si era eleganti come in un film di Lubitsch, può tradursi nel clima attuale di gran culto del red carpet, dei vestiti di tono sostenuto, un altro fenomeno di evasione e di illusione.
Ma ci tiene Gullotta, a precisare che tutto il meccanismo teatrale e virtuale è molto rigoroso «senza tentare di inseguire la ricerca degli ectoplasmi in cui si lanciavano, in Italia, con la loro bravura, la Volonghi, la Zoppelli, la Bice Valori. Noi scommettiamo sulla stranezza d'adesso di una medium come Betti Pedrazzi. Il resto può riassumersi nello slogan Tra moglie e marito non mettere due fantasmi».
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