Gazzetta di Reggio

DA OGGI ALLA GALLERIA SAN FRANCESCO

Specchi e riflessi, verità e illusioni nella mostra di Francesca Tosi

di Chiara Cabassa
Specchi e riflessi, verità e illusioni nella mostra di Francesca Tosi

REGGIO EMILIA. Specchio specchio delle mie brame... Persino la regina cattiva di Biancaneve non ha mai avuto un rapporto troppo sereno con il suo fiabesco specchio. Senza scomodare “La metafora dello...

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Specchio specchio delle mie brame... Persino la regina cattiva di Biancaneve non ha mai avuto un rapporto troppo sereno con il suo fiabesco specchio. Senza scomodare “La metafora dello specchio” di Andrea Tagliapietra che mette in copertina “La riproduzione vietata” di René Magritte. E ancora gli autoritratti anamorfici di Francis Bacon e i poetici specchi di Jorge Luis Borges. Nella mostra “Personale riflessione” di Francesca Tosi, che si inaugura oggi pomeriggio alle 17 alla Galleria San Francesco di via Bardi, le citazioni hanno un ruolo fondamentale ma mai predominante. Perché a dominare, dal primo all’ultimo quadro e nel racconto che intimamente li lega, è il vissuto dell’artista. A confermarlo l’introduzione nel catalogo scritta dalla stessa Tosi con sensibilità, forza d’animo, talento e un’autoironia mai scissa da una profonda intelligenza. Uno dei tanti valori aggiunti, l’introduzione alla mostra, che fa di questa personale qualcosa di assolutamente sui generis.

Francesca Tosi esordì nel 2012 con “Nell’ovale del salotto” e, oggi, “Personale riflessione” sembra rappresentarne un inevitabile ma non scontato sbocco. Se quattro anni fa l’artista rappresentava gli oggetti come ricordi e i ricordi come metafore tenendosi scrupolosamente a distanza, oggi l’artista si svela con il coraggio scaturito da una nuova conspevolezza. «L’enigma dell’altro e dello stesso – scrive lei stessa – l’enigma della identità e della differenza, della verità e dell’illusione». Tutto ciò si rincorre sulle tele esposte con un ordine mai casuale. Denominatore comune, uno specchio. Che non è mai lo stesso perché a fare la differenza è ciò che riflette. Che a sua volta si declina secondo i moti di un’interiorità in movimento. Alla ricerca di un porto. Non necessariamente sicuro. Perché ciò che non accettiamo di noi stessi va oltre quell’estetica che dell’insoddisfazione rappresenta solo il lato più scoperto. La fragilità sta altrove. Oltre lo specchio. Dentro di noi.

Una mostra dove i “riflessi” sono tanti. Tante le domande e le riflessioni possibili. E numerose le risposte sia sul piano iconoclasta che concettuale. Senza dimenticare la dimensione giocosa, cifra imprescindibile per chi ha la capacità di toccare immense profondità senza mai prendersi troppo sul serio.

Abbiamo detto che c’è un inizio un percorso e un approdo. Che sarebbe un delitto svelare. Ma che si può suggerire attraverso le parole di Francesca Tosi. «Alla fine come Alice del romanzo di Carrol, voglio attraversare lo specchio per smettere di guardare ossessivamente me stessa, per confrontarmi con l’enorme disimmetrica realtà».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google