Gazzetta di Reggio

IL CONCERTO EVENTO

Impeccabile Mahler con Gatti incanta il teatro Municipale

di Giulia Bassi
Impeccabile Mahler con Gatti incanta il teatro Municipale

REGGIO EMILIA. Impeccabile e irresistibile, l’altra sera la Mahler con Gatti in Beethoven, alle prese con le notissime Sinfonie n.6 e n.7. Alla fine l’applauso prorompente, reiterato è stato...

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Impeccabile e irresistibile, l’altra sera la Mahler con Gatti in Beethoven, alle prese con le notissime Sinfonie n.6 e n.7. Alla fine l’applauso prorompente, reiterato è stato accompagnato da lanci di fiori variopinti: un gesto di abbadiana memoria che in alcuni dei meravigliosi musicisti ha provocato un’intensa commozione. Prosegue il suo cammino costellato di successi l’orchestra, sempre meno italiana (e ci dispiace), mostrando una duttilità senza pari. La prova è costituita proprio da come risponde al gesto di Gatti, una consegna estrema, radicale, dato che solo all’inizio di un brano stacca il tempo e dopo, sia con la mano sinistra, sia con la destra che impugna la bacchetta, interpreta disegnando ciascuna linea strumentale comprendente note, dinamiche, fraseggi, respiri e punteggiatura.

Gatti sa benissimo di trovarsi di fronte ad autentici fuori classe: per questo sembra chiedere loro sempre di più; la loro risposta arriva puntuale, generosa, perfetta. E lui non può che apprezzare, ma… rilancia.

Il tutto si nota con l’effetto di rapire l’ascoltatore. Ecco perché concerti così, sono da ascoltare ma anche da osservare, per comprendere che brani arcinoti come la “Pastorale” beethoveniana possano rivelare ancora nuovi scenari.

E questo fin dalla prima frase della sinfonia di cui Gatti accentua il carattere di sospensione, la stessa che si ritrova alla fine. Mai fino ad ora, in questo capolavoro, si era percepita un’atmosfera ovattata, fatta di nuvole e di vapore, nuances punteggiate dagli strumenti – i fantastici legni – i cui suoni corrono nitidi e dagli archi, pronti a plasmare tremolii impercettibili. Per descrivere questa musica non si può non chiamare in causa la pittura e in questo senso Gatti mescola gli stili: a fronte di una visione squisitamente classica, per la pulizia di linee e levigatezza di contorni, passa ad atmosfere impressioniste o anche preraffaellite, venate di inaspettata malinconia. La forza contagiosa di questa sinfonia provoca un effetto esaltante vivificato dall’ineguagliabile perfezione dei musicisti che, anche nell’incandescente finale, conservano mirabile leggerezza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google