Gazzetta di Reggio

libri

Zamboni protagonista di un reading e un concerto

di Adriano Arati
Zamboni protagonista di un reading e un concerto

Scandiano: domani sarà in biblioteca. «Non ho paura di confrontarmi con il passato»

2 MINUTI DI LETTURA





SCANDIANO. «Non ho paura di confrontarmi con il passato, sono qui per questo, l’esperienza del libro mi ha fatto venir voglia di conoscere ancora meglio la storia della mia famiglia».

Pensa alla sua prossima presentazione letteraria Massimo Zamboni, quella in programma domani a Scandiano, all’interno del pacchetto di iniziative della rassegna “#Scandiano(R)esiste. Fatti Luoghi Persone anno 2016” e in una data particolare, il giorno dopo alla ricorrenza della Giornata del ricordo, dedicata alle vittime delle foibe e all’esodo istriano.

Alle 21 alla biblioteca Salvemini Zamboni dialogherà col giornalista Pierluigi Senatore di Radio Bruno, e parlerà del suo ultimo libro “L’eco di uno sparo”. Non solo, però, perché il fondatore dei Csi e Cccp si esibirà anche in versione acustica, accompagnato dal chitarrista scandianese Erik Montanari (spesso al suo fianco sul palco), riproponendo in due alcuni dei brani di un repertorio ormai molto corposo.

“L’eco di uno sparo”, uscito nel 2015 per Einaudi, è la storia di Ulisse, il nonno di Zamboni, squadrista e componente di un direttorio del fascio, fascista convinto ucciso il 29 febbraio 1944 da alcuni partigiani gappisti. Un tema delicato, che affonda nella storia e nei nervi reggiani.

Le fa impressione parlare del suo libro a ridosso della giornata del ricordo?

«A dire il vero non ci avevo nemmeno pensato ma no, non è un problema, anzi. Io voglio confrontarmi con la storia, senza paura».

Il suo pubblico viene solitamente da un contesto di sinistra, però.

«Questa è la grande bellezza di questo libro, ne sono orgoglioso. Mi ha aperto un pubblico nuovo».

In che senso?

«Parlo rispetto alla musica. Il pubblico di un libro è più eterogeneo per età e tipo di persone, il concerto rock automaticamente esclude, e con violenza, persone troppo giovani o in là con gli anni, per fare un esempio».

Il libro invece l’ha portata in altri campi?

«Possono arrivare tanti tipi di persone, e ne sono felice. Anche giovedì sera (domani sera, ndr) a Scandiano voglio parlare principalmente di questo, anche se poi ci sarà un momento di musica».

Dopo parecchi mesi di presentazione e di incontri, come vive questo lavoro?

«Sono felice di come è andata, delle domande che mi sono state fatte, degli spunti usciti, del confronto con mondi diversi dal mio».

Non l’ha spaventata, la sua storia?

«Al contrario, mi è venuta voglia di conoscerla sempre meglio, sempre più a fondo, di scavare ancora».

E ha già qualche progetto? «Mi piacerebbe lavorare sull’altro ramo della mia famiglia, sul mio altro nonno, vorrei davvero a questo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google