Gazzetta di Reggio

Antimafia e Resistenza i “testimoni” al Cervi

di Miriam Figliuolo
Antimafia e Resistenza i “testimoni” al Cervi

Si comincia dall’incontro con Agnese Moro, figlia di Aldo

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GATTATICO. Riflettere sul dialogo, sovrastorico, tra Resistenza e Anti-mafia da un altro punto di vista, attraverso la figura e il ruolo, del testimone, di chi cioé ha vissuto in prima persona fatti ed eventi tragici i cui risvolti, a partire da quelli etici, riguardano l’intera umanità.

Una nuova occasione la fornisce la terza edizione di “Espansione di Memoria. Testimonianze al servizio della legalità e della cultura democratica”, che avrà luogo a Casa Cervi nei prossimi tre sabati (13, 20, 27 febbraio, dalle 10 alle 17), promosso da Libera e Istituto Alcide Cervi in collaborazione con l’associazione Cortocircuito, la cooperativa “Papa Giovanni XXIII”, e ad alcune scuole superiori e istituti comprensivi di Reggio Emilia (le magistrali “Matilde di Canossa”, l’istituto “Galvani-Jodi” e il “Silvio D’Arzo” di Montecchio) e di Parma (l’Istituto comprensivo di Torrile).

La prima giornata, sabato, vede la partecipazione tra gli altri di Agnese Moro, figlia di Aldo. Adelmo Franceschini, ex deportato diventato sindaco di Anzola dell’Emilia, ci sarà il 20 febbraio. E a chiudere il 27, si preannuncia una testimonianza di rilievo assoluto per tutto il XX secolo.

Sia per la Resistenza sia per l’Anti-mafia il testimone ha un ruolo chiave. A darne la giusta valorizzazione è il «mediatore», altra figura importante e che cambia a seconda del contesto: l’insegnante nel mondo della scuola, l’amministratore pubblico o l’associazionismo. È Mirco Zanoni, dell’istituto Alcide Cervi e responsabile del progetto “Espansione di Memoria” a parlarcene.

Qual è lo scopo di questa tre giorni?

«Sono giornate di formazione, anche per noi al nostro interno. Referenti privilegiati, ma non esclusivi, sono gli insegnanti e il mondo della scuola (nella giornata di sabato, ndr), gli amministratori pubblici (20 febbraio) e le associazioni (27 febbraio). Ma non solo. Le iscrizioni sono aperte a tutti. Ci saranno le scuole. Questo sabato 70 studenti, anche delle medie, con i quali, grazie a un bando con il Miur, abbiamo svolto un lavoro importante nelle classi».

Che cosa è “Espansione di Memoria”?

«La punta di diamante della nostra attività con Libera. Con loro il gemellaggio è nato nel 2011. Nel 2014 ha preso il via il progetto: ruota attorno alla consapevolezza che la Memoria non è solo il “feticismo” del testimone, e che la testimonianza diretta non può essere confinata a un unico periodo storico; può e deve invece cercare il confronto con l’esperienza di altri testimoni. Essi ci parlano di cosa vuole dire esserlo, anche nella vita di tutti i giorni. È un viaggio dentro il ruolo della testimonianza».

Perché rivolgersi principalmente a questi tre referenti?

«Perché sono i luoghi dove la Memoria fa la differenza. Nella didattica, per esempio, è importante che gli studenti, i giovani, siano consapevoli del fatto che “toccare con mano” ha un valore inestimabile».

Sabato tra i partecipanti ci sarà Agnese Moro, figlia di Aldo...

«L’abbiamo conosciuta due anni fa a Latina. Lei per esempio dice che la Memoria è l’unico risarcimento civile, là dove non riesce la giustizia, come nel caso di suo padre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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