Con Andrea Fornili il trionfo degli Stadio “profuma” di reggiano
La felicità del chitarrista: «Una vittoria davvero inattesa». L’omaggio della band per Lucio Dalla: «Lui ci sarà sempre»
REGGIO EMILIA Gli Stadio vincono il Festival di Sanremo 2016. L'ennesimo trionfo dell'Emilia musicale, ma anche un successo reggiano: il chitarrista del gruppo, Andrea Fornili, è infatti un prodotto reggiano doc.
Classe 1961, Fornili è considerato tra i migliori chitarristi italiani. Inizia a suonare sin da giovanissimo la chitarra. Suonò in diversi gruppi provinciali prima di diventare un chitarrista professionista. Da professionista ha suonato con Eros Ramazzotti, Miguel Bosè, Loredana Bertè e Francesco Baccini. Ha collaborato con Claudio Lolli, Vasco Rossi, Franco Battiato, Anna Oxa, Patty Pravo, Stefano Sani, Riccardo Fogli (per il quale ha scritto anche diverse canzoni) e spesso partecipa al Festival di Sanremo come chitarrista-guest star.
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Andrea, all'indomani di questa vittoria, a freddo, gli Stadio si aspettavano un simile successo?
No, assolutamente. Abbiamo deciso col gruppo di partecipare a Sanremo con la speranza di essere nei primi dieci, e nessuno di noi si aspettava questa vittoria
Premio per miglior cover, premio miglior canzone, primi al Festival.
Si, abbiamo davvero vinto tutto, tranne un premio solo rimasto, lasciato a Patty Pravo, (e scoppia nella sua consueta risata).
Come sei entrato nel gruppo degli Stadio dopo la dipartita di Ricky Portera che andòa suonare per Lucio Dalla?
Mah i ragazzi avevano bisogno di un chitarrista, era il 1991, io al tempo suonavo con Eros Ramazzotti ed ero impegnato in un tour europeo, poi, sai com'è, ci siamo conosciuti, mi hanno fatto un provino, come hanno provato molti altri, hanno scelto me, e da vent'anni sono ancora qui.
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Ma raccontaci del backstage dell'Ariston...
Eravamo tutti davvero molto emozionati, poi sai io faccio il chitarrista, il mio impegno era di la chitarra nonostante la mia profonda emozione.
Si, perché Andrea Fornili, classe '61 di Reggio Emilia, ragazzo nato con la chitarra in mano, racchiude in se la squisitezza e la semplicità di una terra tanto genuina quanto generosa e chi lo conosce bene, sa che oltre ad incantare i propri fan con le sue architetture melodiche create con le corde della sua chitarra, Andrea l'è un bon ragas che sa farti ridere a crepapelle con le sue formidabili barzellette in dialetto reggiano. E alla domanda se qualche barzelletta l'ha pure raccontata nel backstage sanremese Andrea risponde con una risata eclatante dicendo si, si ne ho due nuove molto buone.
Ma torniamo alla canzone vincitrice "un giorno mi dirai", dicci tu qualcosa in più
Partiamo subito con la presentazione del nuovo album presso le librerie Feltrinelli: distribuzione album e autografi ai fan, poi inizierà il tour nei maggiori teatri della penisola.
Sul palco dell’Ariston, a esultare per una vittoria che loro stessi hanno giudicato «totalmente inattesa», non c'erano solo gli Stadio: c'era anche il maestro Lucio Dalla, c'era il poeta Roberto Roversi, c'era la storia della musica italiana.
«Mai e poi mai avremmo pensato di vincere», spiega Gaetano Curreri. E invece hanno fatto man bassa di riconoscimenti: «Ora non ci manca più niente - dice Curreri - iIn questi anni abbiamo fatto tanti errori. E ci siamo dovuti difendere spesso dall'accusa di fare dischi e di partecipare al Festival solo perché eravamo il gruppo di Dalla. Questo teatro lo abbiamo amato e odiato. Questa vittoria è il coronamento della nostra carriera ultratrentennale, fatta di alti e di bassi. Ce lo dedichiamo»-
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