Gazzetta di Reggio

L’omofobia si sconfigge con le parole

L’omofobia si sconfigge con le parole

Alla Cavallerizza va in scena “Le cose cambiano” del regista Daniele Franci

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REGGIO EMILIA. Uno spettacolo con ingresso gratuito per riflettere sul tema dell'omosessualità e dell'adolescenza spesso vittime di atti e parole che sono una vera persecuzione. E' quello che propone “Le cose cambiano” in scena al teatro Cavallerizza sabato 20 febbraio, al mattino per le scuole e la sera alle 21 per tutti. Produzione di Etoile Centro Teatrale Europeo.

Nel 2010, dopo alcuni suicidi di ragazzi omosessuali vittime del bullismo omofobo, lo scrittore e attivista Dan Savage e suo marito Terry Miller hanno caricato su YouTube un messaggio diretto agli adolescenti che subiscono lo stesso trattamento dai coetanei o in famiglia: «Quando avevamo la vostra età – raccontano – è stata dura anche per noi essere gay in mezzo a persone che non ci capivano o peggio ci discriminavano ma, se oggi potessimo parlare con un quindicenne gay, gli diremmo di resistere, perché presto tutto andrà meglio; troverete amici fantastici, troverete l’amore e un giorno avrete una vita molto più felice di quello che potete immaginare». È stata la prima di migliaia di testimonianze che hanno dato vita ad un sito e ad una fenomenale campagna web, chiamata “It Gets Better”

Lo spettacolo odierno si propone di raccogliere alcune delle testimonianze italiane, raccolte nel libro e una serie di dati pubblicati da differenti fonti, per ricordare a tutti i ragazzi LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender) che stanno affrontando un momento difficile o fanno fatica ad immaginare come sarà il loro futuro, che non sono soli e che le cose presto cambieranno, in positivo; per ricordare anche al pubblico NON LGBT che sta proprio nella normalità il cambiamento che sta avvenendo nel mondo e soprattutto in Italia in questi anni e che non bisogna avere paura né diventare complici silenziosi di atti omofobi. Si tratta di una performance di teatro di narrazione. Gli interpreti seguono una “regia trasparente”, così la definisce il regista Franci.

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