Gazzetta di Reggio

L’utopia a colori nei manifesti degli anarchici

L’utopia a colori nei manifesti degli anarchici

Libro della giovane ricercatrice Roberta Conforti sul materiale dell’Archivio Berneri-Chessa

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REGGIO EMILIA. In un tempo in cui le ideologie sono viste come il fumo negli occhi (ma volendo anche il rifiuto delle ideologie è di per sè un’ideologia), il solo sperare in un mondo diverso e più giusto pare solo roba da irriducibili sognatori e su tutto sembra dominare solo il presente legato alle leggi del mercato globale, comunicare l'utopia è ancora possibile?

Chi cerca una risposta o comunque condividere delle riflessioni su questi quesiti e considerazioni, può andare domani pomeriggio alle ore 17.30 alla biblioteca Panizzi dove è in programma un incontro con Roberta Conforti, autrice del volume “Comunicare l'utopia. Manifesti anarchici conservati presso l'Archivio Famiglia Berneri - Aurelio Chessa di Reggio Emilia” (Mimesis, 2015), proposto nell'ambito della rassegna I Venerdì del Planisfero. Studiosa di storia della grafica politica, la Conforti, che vive a Parma e lavora a Reggio Emilia, dialogherà con la curatrice dell'Archivio Famiglia Berneri – Aurelio Chessa, Fiamma Chessa, con la scrittrice Chiara Gazzola, Rino De Michele e Fabio Santin per la rivista ApARTe.

638 manifesti politici, ideati e stampati dal 1945 ad oggi in Italia, Spagna e Francia - ma anche negli Stati Uniti, in Messico, Grecia, Belgio, Germania e Australia - sono il punto di partenza per una ricostruzione storica delle icone e delle invenzioni narrative che hanno segnato la comunicazione e il pensiero anarchico del Novecento. Un racconto tracciato dal volume attraverso i simboli e le immagini che ripercorrono i momenti salienti, i personaggi, gli ideali e le rivendicazioni del movimento operaio e libertario internazionale. Il filo rosso che unisce le epoche, le tematiche e le lotte è la difesa della libertà, individuale e collettiva.

Rinomati artisti, graphic designer e fotografi hanno prestato la loro opera all'elaborazione di immagini e messaggi mirati e dirompenti: Nani Tedeschi, Guido Crepax, Flavio Costantini, Pablo Echaurren, Bonvi, Pere Català i Pic, Ferro Piludu, sono soltanto alcuni dei nomi più celebri.

Ma altrettanto sorprendenti sono le citazioni iconografiche e le eredità stilistiche che emergono anche nei manifesti autoprodotti in serigrafie autogestite, stampati con mezzi modesti, in un processo di riappropriazione dei codici linguistici e dei mezzi tecnici di produzione funzionale al concetto di comunicazione libertaria.

Numerosi i documenti che interessano la grande battaglia di controinformazione intorno alla strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969, ma il libro prende in esame anche la produzione relativa ai temi dell’antimilitarismo, la lotta anticlericale, la scelta astensionista, la difesa della libertà d'espressione, la celebrazione di eroi e martiri per l’anarchia e le commemorazioni del Primo Maggio. Un ricco apparato iconografico permette la consultazione dell'intero corpus di manifesti analizzati.

La raccolta è nata grazie al lavoro appassionato di Aurelio Chessa che ha intuito, in largo anticipo sui tempi, l’importanza di conservare la documentazione in maniera organica e strutturata e che ha sostenuto la necessità di divulgare e rendere accessibili i documenti, sottraendoli così al rischio di dispersione e distruzione.

L’archivio e la Panizzi. Acquisito nel 1999 dalla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, l’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa custodisce un ricco patrimonio bibliografico e documentario internazionale che abbraccia circa un secolo di storia: documenti, libri, periodici, fotografie, manoscritti, epistolari che attestano la vasta rete di relazioni che Aurelio intrecciava con militanti e studiosi dell'anarchismo.

In seguito alla scomparsa di Aurelio Chessa nel 1996, la figlia Fiamma garantisce la continuità del suo impegno. Un comitato scientifico coordina la programmazione culturale dell’archivio con iniziative che contribuiscono a mantenere vivo il dibattito critico sull’anarchismo e offrono opportunità di approfondimento sui documenti conservati. Nel settembre del 2014 è nata l’Associazione Amici Archivio Famiglia Berneri - Aurelio Chessa, senza fini di lucro, allo scopo di valorizzare l’opera e le iniziative dell’archivio attraverso convegni, seminari, incontri, dibattiti e mostre documentarie e fotografiche.

Per maggiori informazioni si può scrivere un’email a amiciafbc@gmail.com o telefonare al numero 3381263779.

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