Zavattini e la Bassa un rapporto fatto di amore e cultura
In esposizione le tracce dell’impegno dell’autore per la sua terra, continua fonte di ispirazione
La Biblioteca Panizzi rende omaggio a Cesare Zavattini con una mostra dedicata all'intenso rapporto tra lo scrittore e la Bassa reggiana, esponendo anche documenti fino ad ora sconosciuti: oggi alle 11 l'inaugurazione.
"Cuore padano. Cesare Zavattini e la Bassa" a cura di Giorgio Boccolari, Alberto Ferraboschi, Roberta Ferri è promossa da Comune di Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi e Archivio Cesare Zavattini e realizzata grazie al sostegno degli Amici della Biblioteca.
Le caratteristiche e i punti di forza della mostra, che sarà visitabile fino al 24 aprile, sono stati illustrati dal direttore della biblioteca Panizzi Giordano Gasparini e da Alberto Ferraboschi, che dell'esposizione è curatore insieme a Roberta Ferri e Giorgio Boccolari.
"Utilizziamo la sala mostre della biblioteca unicamente per realizzare iniziative che ne valorizzino il patrimonio, straordinario per la ricchezza dei documenti che ospita, molti dei quali sconosciuti ai reggiani", ha sottolineato Gasparini. "Nel 2012 abbiamo acquisito l'archivio di Cesare Zavattini, quello nella sua casa romana, ricchissimo di ogni tipo di documenti tra lettere, sceneggiature e fumetti, specchio del suo straordinario lavoro e dei rapporti con tutto il mondo della cultura del secolo scorso. Con questa mostra continuiamo il lavoro di ricerca all'interno del nostro archivio zavattiniano per far conoscere alla città i rapporti tra Cesare Zavattini e la Bassa reggiana e parmense. Benché Zavattini abbia vissuto a Milano e poi a Roma, ha sempre avuto un rapporto strettissimo e continuativo con la Bassa reggiana e in particolare con Luzzara, il paese dove è nato e dove per sua volontà è stato sepolto. Nella Bassa ha messo in campo tantissime iniziative culturali: in questa mostra i reggiani potranno scoprire il repertorio dei suoi progetti in tutti i settori, la pittura, la letteratura, la fotografia".
"La mostra è strutturata in due parti. La prima documenta l'impegno di Zavattini a favore della sua terra sul piano culturale e mostra le varie iniziative da lui svolte per promuoverla e valorizzarla; la seconda sezione invece testimonia quanto la cultura e il mondo della Bassa sono passati all'interno della sua produzione artistica e letteraria", ha spiegato Alberto Ferraboschi.
Cesare Zavattini, nato a Luzzara nel 1902 e morto a Roma nel 1989, è stata una tra le più importanti personalità dell'intellettualità e della vita artistica italiana del Novecento.
Nonostante il profilo nazionale e la spiccata apertura internazionale, l'esperienza culturale dello scrittore originario della Bassa pianura reggiana si caratterizza per una specifica connotazione territoriale.
Zavattini, infatti, ha mantenuto per tutta la vita uno stretto e intenso rapporto con gli ambienti natali della Bassa. Nel suo percorso culturale, artistico e intellettuale sono ampiamente riconoscibili i tratti di quelle "radici padane" che ne segnano l'impegno. La mostra, attingendo al ricco patrimonio dell'Archivio Cesare Zavattini conservato presso la Biblioteca Panizzi, presenta un'ampia gamma di fonti (epistolari, documentarie, iconografiche, multimediali), capaci di restituire in tutta la sua pregnanza la matrice territoriale dell'esperienza culturale e artistica dell'autore luzzarese.
Il percorso espositivo
La mostra si articola attorno a due principali nuclei tematici. Da un lato, il ruolo di Zavattini come animatore culturale, il suo impegno nel promuovere eventi e iniziative culturali a favore dei territori della bassa ed anche come fautore della produzione letteraria di questi luoghi, con particolare riguardo all'attività di autori popolari come Guido Sereni e Serafino Prati.
Dall'altro lato il percorso espositivo si propone di focalizzare l'attenzione sulla Bassa quale fonte d'ispirazione per la produzione artistica e culturale: il mondo della Padania infatti ha costituito un'inesauribile risorsa per lo scrittore luzzarese che, con grande efficacia comunicativa, ha saputo interpretare la forza attrattiva dell'universo della Bassa.
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