Gazzetta di Reggio

La storia delle Reggiane di nuovo patrimonio di tutti

di Andrea Melosi
La storia delle Reggiane di nuovo patrimonio di tutti

Bilancio da record per “Capitolo 1”: undicimila visitatori, donazioni a sorpresa Preso d’assalto il “librone dei commenti”, ora si lavora per la seconda parte

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Sarà banale a dirsi, ma la memoria, il ricordo, è la pietra miliare su cui ognuno di noi costruisce e dà senso alla propria esistenza. E vale anche per una comunità. La riprova è nei numeri collezionati dalla mostra Officine Reggiane - Archivio Storico Capitolo 1 che ha appena chiuso i battenti allo Spazio Gerra: 11mila visitatori in 71 giorni di apertura. Undicimila come erano i dipendenti dello stabilimento simbolo della città nel momento di massimo sviluppo.

Un successo, indubbio, di partecipazione popolare, di voglia di riprendersi la propria storia, quella di famiglia, del parente, dell’amico e di coinvolgimento anche emotivo, il tutto sostenuto poi da altri numeri, quelli delle visite guidate, dei laboratori didattici, degli eventi collaterali, delle donazioni in corso d'opera da parte di cittadini e aziende che hanno portato foto e documenti ritrovati nei cassetti e, non ultimo, delle migliaia di frasi e firme lasciate dai visitatori sul librone dei commenti. Esso stesso diventato custode di ricordi e memoria e chissà, forse presto, lo troveremo online sul qualche sito istituzionale. Qualche esempio? «finalmente ho visto dove lavorava mio nonno» Giustino P.; «emozionante, speriamo veramente che nasca il museo. Quanto eravamo bravi» (Celestino Bonacini ex operaio); «da abitante del quartiere Santa Croce esco di qui pieno di orgoglio» (anonimo).

Dunque, OR-AS Capitolo 1 con i suoi documenti storici, le fotografie, il materiale, le ricostruzioni multimediali ha concluso la sua avventura con giustificata soddisfazione da parte dei soggetti promotori.

Tutto finito? No, anzi, il bello deve ancora venire, almeno queste sono le intenzioni e comunque ci sarà da attendere qualche anno. Forse cinque. Parola del sindaco Luca Vecchi, di Giordano Gasparini direttore della biblioteca Panizzi, di Stefania Carretti responsabile della Spazio Gerra, di Ingrid Germani membro del comitato scientifico. Sono loro che ieri, presentando i risultati della riuscitissima mostra, hanno dimostrato la volontà di aprire un nuovo capitolo, il secondo, dedicato alle Officine Reggiane.

Messo in sicurezza l’enorme quantità di materiale archivistico che dai primi del ’900 arriva al 2006 (basti pensare che, messi in fila, i documenti formano una colonna lunga due chilometri e mezzo), adesso si tratta di portare avanti il lavoro paziente e impegnativo di restauro, catalogazione e nuova archiviazione. Ci sono migliaia di “cartelle personali” ovvero i fascicoli dei singoli dipendenti da rendere di nuovo fruibili. Veri spaccati di vita di chi per anni, decenni, ha varcato i grandi cancelli di via Agosti. Poi c’è da riordinare e catalogare l’altrettanto corposo fondo fotografico, compito che vede in prima linea il ruolo della Biblioteca Panizzi. Per non parlare dei disegni degli aerei, punta di diamante della produzione delle Reggiane nel periodo tra le due guerre mondiali. Ci sono tredici casse che contengono disegni, fotografie, lastre, addirittura parti in metallo 1:1 cioè a grandezza naturale. In particolare si è cominciato a lavorare sul materiale riguardante il caccia RE 2006 con la digitalizzazione di alcuni disegni. E a proposito di digitalizzazione, per la realizzazione di un archivio ad hoc è coinvolta anche l’UniMoRe che fino ad oggi ha prodotto 21mila documenti. Il lavoro messo in cantiere per la fase due è davvero imponente e sostanzialmente ancora tutto da definire, visto che ci sono centinaia di scatoloni e casse ancora da aprire e che potrebbero contenere anche delle sorprese. Poi, e non è particolare di poco conto, c’è da pensare dove alla fine collocare degnamente l’intero archivio delle Reggiane così recuperato. Il sindaco Vecchi non ha dubbi: «Le Reggiane devono tornare alle Reggiane, perchè in quell’area già avviata a sviluparsi come polo tecnologico ci deve stare anche la storia della nostra città».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google